FISCO: NIENTE SCONTRINO, CHIUSE IN CAMPANIA DIECI ATTIVITA’

Si tratta – dopo quelli del marzo 2007 – del secondo gruppo di provvedimenti di chiusura emessi in Campania dalla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate. La sanzione, a seguito di tre violazioni contestate dalla Guardia di Finanza e dagli uffici locali dell’Agenzia, ha riguardato una discoteca, due ristoranti e una rosticceria, un parcheggio e cinque attività commerciali nelle province di Napoli, Benevento e Caserta. Due di queste attività, pur avendo sede legale in Campania hanno sede in altre regioni. I provvedimenti si basano su una norma contenuta nel decreto legge fiscale collegato alla Finanziaria 2007 che prevede, nel caso di tre contestazioni consecutive di mancata emissione dello scontrino (che possono aversi anche in un unico momento), la chiusura dell’esercizio, da un minimo di tre giorni a un massimo di un mese. La novità è costituita dalla immediatezza con cui viene applicata la sanzione accessoria, senza dover attendere, come avveniva in passato, che i provvedimenti di contestazione delle violazioni diventino definitivi. Le violazioni, sottolinea l’Agenzia delle Entrate, oltre a provocare un danno erariale allo Stato, mettono in moto meccanismi sleali di concorrenza, a seguito del ribasso dei prezzi basato sull’evasione fiscale. Con questi provvedimenti, salgono a 17 le attività commerciali chiuse in Campania per la mancata emissione di scontrini. Nei primi cinque mesi di quest’anno, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate hanno eseguito, in materia di scontrini e ricevute fiscali, oltre 13.000 controlli sul territorio campano e in circa il 40 per cento dei casi sono state riscontrate irregolarità. A seguito del sensibile incremento del numero di interventi sono attualmente all’esame degli organi di controllo e accertamento dell’Amministrazione finanziaria le posizioni di ulteriori 50 esercizi commerciali passibili del provvedimento di chiusura.

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