In C è bagarre per iscrizioni e graduatorie di ripescaggio

A Firenze sono arrivati novanta incartamenti che la Lega sta esaminando in questi giorni. E se la Covisoc darà presto (il 12 luglio) una risposta alla documentazione ricevuta (ricorsi possibili entro il 14, gli esiti il 18), la Lega ha già stilato una relazione su quello che sembra il tema più scottante dell’estate, ovvero la questione-impianti. QUATTRO STADI NEL MIRINO. Macalli ha precisato che saranno concesse deroghe soltanto in presenza di un piano di ristrutturazione firmato e controfirmato da società e amministrazioni comunali che dovranno mettere a regola gli stadi secondo quanto disposto dal recente decreto Amato. Tuttavia, il presidente ha negato la possibilità che vengano iscritte società che hanno indicato come campo di gioco un impianto avente capienza inferiore alle 2.500 unità; né verranno prese in considerazione le domande di quei club che intendono giocare il proprio campionato al di fuori del Comune ove ha sede il club. Il problema riguarda in particolare molte neopromosse: Canavese, Mezzocorona e Rodengo Saiano hanno impianti con capienza limitata NESSUN ESILIO FUORI CITTA’. Valle del Giovenco e Sangiuseppese hanno provato ad aggirare l’ostacolo indicando altri campi di gioco, pur non essendo riuscite a completare le operazioni burocratiche per una fusione che avrebbe eliminato alcuni grossi problemi burocratici. Gli abruzzesi hanno inviato la documentazione in Lega con il nome di “V.d.G. Avezzano”, indicando contestualmente lo stadio “Dei Marsi” dell’omonima città marsicana come campo di gioco. Tuttavia, il club resta l’espressione di Pescina e Aielli, paesi limitrofi che non dispongono di un impianto idoneo per il calcio professionistico. In Campania il progetto è quello di creare una seconda squadra di Napoli, ed è per questo che la società avrebbe voluto chiamarsi soltanto Neapolis (e non “Sangiuseppese Neapolis”, la denominazione più probabile) unendosi con una società dilettantistica partenopea per poter giocare le proprie gare interne nel napoletano, magari nel nuovo impianto sorto a Marano LA QUESTIONE LIBERATI. Relativamente alle altre società, resta aperto il caso-Ternana. La società dovrà necessariamente trovare un accordo con il Comune per la convenzione e l’uso dello stadio “Liberati” prima che, nel merito, si pronunci il Tar di Perugia, i cui lavori sono previsti per fine mese. In caso contrario, i rossoverdi rischiano l’esclusione, anche se in questi casi l’ultima parola spetterà al Consiglio Federale in programma il 19 luglio. IL 12 DECIDE LA COVISOC. Via Allegri avrà anche l’ultima parola su tutte le altre situazioni segnalate dalla Covisoc, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento alcune fideiussioni insieme ad una decina di pratiche delle società di C1 e C2, molte delle quali verranno “rimandate” (rischiano qualche punto di penalizzazione e l’esclusione se non si metteranno a posto entro metà mese). ATTESA PER I RIPESCAGGI. E c’è già chi rumoreggia per essere ripescato. In C1, le società aventi diritto per occupare eventuali posti vacanti sono (in ordine alfabetico) Giulianova, Ivrea, Pizzighettone e Teramo, più le squadre perdenti i play-off promozione, ovvero Bassano, Benevento, Cisco Roma, Gela, Monopoli, Nuorese, Pergocrema, Reggiana, Spal. Per la C2, possono presentare domanda di ripescaggio le retrocesse Boca, Giugliano, Montichiari, Nocerina, Rende e Rieti, che si contenderanno il terzo, il quinto, il settimo, il nono, l’undicesimo ed il tredicesimo posto della graduatoria che verrà completata dalle società che hanno disputato i play-off promozione, con Casale e Sibilla Cuma ai primi due posti quali finaliste. In caso di esclusione di una neopromossa verrà ripescata la seconda del girone di competenza Fonte: Marco Santopaolo per tuttalac.it

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