Infezioni da COVID 19 nelle strutture sanitarie: analisi e tutela.

Con la diffusione dell’epidemia Coronavirus, è diventato sempre più interessante e meritevole di considerazione il tema delle “infezioni nelle strutture sanitarie”: ovvero quelle sorte durante un ricovero presso nosocomi, RSA e/o case di cura, non manifeste o in incubazione al momento dell’ingresso e riferibile, causalmente al ricovero stesso.

L’Avv. Vincenzo Piscitelli con i componenti del suo studio legale, già da tempo stanno affrontando questa tematica al fine di valutare, in base al caso concreto, eventuali responsabilità per agire in giudizio al fine di ottenere adeguata tutela dei diritti dei propri assistiti.

Come dichiarato dall’avv. Piscitelli, “è necessario tener presente che lo stato di allerta per la diffusione del virus è ormai noto dal gennaio/febbraio 2020, quando già venivano emanate circolari tendenti ad orientare il comportamento delle varie strutture sanitarie. Valutando, come precisato, le circostanze del caso concreto, è possibile che venga rilevata la responsabilità della struttura. Dunque, ha continuato il legale beneventano, se si considera che la pandemia di COVID-19 – in numerosi casi, soprattutto nella sua fase più acuta – ha reso pressoché impossibile per le strutture garantire uno standard di cure e servizi adeguato, appare quantomeno opportuno che i Giudici, eventualmente chiamati a pronunciarsi sulla responsabilità di una struttura per l’infezione da COVID-19 contratta da un paziente durante il ricovero, valutino attentamente se non sussista, nel caso di specie, una causa di estinzione dell’obbligazione assunta dalla struttura, dovuta all’impossibilità della prestazione per causa non imputabile a quest’ultima (v. artt. 1218 e 1256 cod. civ.).In ogni caso, conferma l’avv. Piscitelli, la struttura convenuta in giudizio dovrà comunque fornire la specifica prova dell’attuazione di tutte le misure volte alla riduzione del rischio di contrarre il virus implementabili nel caso concreto, con i mezzi e le risorse a disposizione. Sicuramente sarà più facile per una struttura fornire la prova liberatoria con riferimento a contagi avvenuti agli inizi della pandemia, piuttosto che a quelli occorsi in seguito, anche in considerazione del fatto che per tutte le strutture è in ogni caso richiesta una maggiore attenzione nell’adozione di tutte le misure necessarie a impedire contagi al suo interno”.

Pertanto, poiché tali problematiche si stanno affrontando con sempre maggiore frequenza, lo studio garantisce l’assistenza e l’analisi dei singoli casi al fine di garantire la tutela a coloro che, nel tentativo di salvaguardare il proprio legittimo diritto alla salute, si è dovuto, suo malgrado, confrontare non solo con il virus, ma anche con la negligenza e la superficialità delle strutture sanitarie.

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