La Musica a Benevento – I protagonisti prosegue il suo percorso attraverso la ricerca di giovani talenti ed il ricordo dei musicisti che hanno caratterizzato il XX secolo a Benevento ed in provincia, tra eventi, bande, istituti scolastici con indirizzo musicale e festival.
Dopo l’emozionante esibizione con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, ho incontrato Leandro Fanelli, clarinettista solista, studente del Conservatorio e del liceo linguistico. Tra studio, passione e ambizioni internazionali, ci racconta la sua storia. Figlio d’arte dell’amico e Maestro Sergio Fanelli che figura nell’albo d’oro del Premio alla Carriera – La Musica a Benevento, i protagonisti.
Leandro, hai appena suonato in una tournée il Liguria come solista con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo. Che esperienza hai vissuto?
È stata un’emozione fortissima. Suonare con un’orchestra di quel livello, in una cornice così importante, è stato sia un punto d’arrivo che un punto di partenza. Ho sentito tutta la responsabilità, ma anche un grande sostegno da parte dei professori e dei musicisti. Un sogno che si realizza.
Cosa ti ha colpito di più che ti è rimasta impressa?
Tante cose, dai luoghi straordinari come il teatro del casinò di Sanremo dove abbiamo effettuato le prove, le splendide locations dei concerti, i paesaggi incantevoli, fino ai particolari che contraddistinguono la vita di un musicista:
Il mio nome sulla porta del camerino, la puntualità estrema degli appuntamenti, la professionalità dei professori d’orchestra e ovviamente la musica meravigliosa che ne è scaturita.
Sei giovanissimo, hai solo 17 anni, ma puoi vantare già un percorso musicale molto intenso. Come è nata la tua passione per il clarinetto?
La musica è sempre stata presente nella mia vita, grazie anche alla mia famiglia dove siamo tutti musicisti, e con il clarinetto è stato amore a primo soffio. È uno strumento che sento mio, con cui riesco a esprimermi davvero. Mi permette di comunicare emozioni che a parole non saprei dire.
Studi al Conservatorio e contemporaneamente frequenti un liceo linguistico. Come riesci a conciliare tutto?
Con tanta organizzazione e, soprattutto, con passione. Non nego che a volte sia difficile, ma credo molto in entrambe le mie scelte. Le lingue mi aiutano anche nel mio percorso musicale, perché la musica è sempre più internazionale. Conoscere altre culture e idiomi è una risorsa inestimabile per un musicista di oggi , e poi ci sono le lezioni con il MºFranceschelli al Conservatorio dove posso dedicarmi anima e corpo alla mia passione.
Hai lavorato anche con l’Orchestra Sirio. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?
L’Orchestra Sirio è una scuola di vita. È lì che ho imparato cosa significa fare musica d’insieme, ascoltare gli altri, condividere un obiettivo comune. Ogni prova, ogni concerto è stato un piccolo passo in avanti. Ho conosciuto musicisti straordinari e sto imparando tanto anche sul piano umano. Ed è stata e sarà ancora una straordinaria palestra che mi ha permesso di affrontare realtà professionali in giro per l’Italia con delle basi musicali e umane solide.
In proiezione quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Vorrei perfezionarmi in istituzioni di livello internazionale, crescere tecnicamente e artisticamente. Mi piacerebbe entrare in una grande accademia europea , confrontarmi con docenti e musicisti di tutto il mondo. Il livello musicale è molto alto e per riuscire ad emergere bisogna perfezionarsi al massimo.Il mio sogno è vivere di musica, esibirmi come solista e entrare in una grande orchestra.
Se dovessi dare un consiglio a un giovane che vuole intraprendere lo studio di uno strumento classico, cosa diresti?
Direi di affrontare questo percorso senza paura, ma con serietà. La musica richiede disciplina, dedizione, ma ripaga con emozioni uniche. E di non smettere mai di ascoltare: sé stessi, gli altri, e ovviamente… tanta musica.
Leandro, grazie per questa chiacchierata. Ti auguriamo un futuro ricco di successi.
Grazie a lei Maestro Enrico Salzano che tanti sacrifici sta facendo per ricostruire la storia della musica a Benevento garantendo la giusta visibilità a tanti talenti del passato e alle nuove generazioni spesso ignorate e dimenticate. È stato un piacere condividere il mio percorso in questa eccellente rubrica. La musica è fatta anche di incontri e di parole, come queste che resteranno nel cuore e nella mente.







































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