Le fonti raccontano: i farmaci e le bufale, i vaccini, la spagnola e l’antifascista Capozzi

 

 

La ricerca delle fonti, studiando sui documenti conservati nell’Archivio di Stato di Benevento, è stata la bussola che ha guidato gli alunni della classe Terza A del Liceo Scientifico “Galilei Vetrone”, nel loro viaggio attraverso la scienza e la medicina, le credenze popolari, le malattie del novecento, le origini del fascismo, con particolare attenzione a cinque tematiche:  a) Farmaci nel 1688 e nel 1944; b) Le bufale, dalla storia al web; c) Vaccini, la nuova era;  d) C’era una volta la spagnola;  e) Non iscritto al Pnf.

Il progetto si inquadra nel percorso per le competenze trasversali e l’orientamento. La classe è stata divisa in cinque gruppi. Con questa minuziosa indagine i ragazzi hanno potuto scoprire il mondo dei propri antenati. Sono partiti dai farmaci del 1688 e del 1944.Quando molte malattie erano affidate ad improvvisate medicine e a rimedi naturali. Contro la malaria, ad esempio, si usavano conserve di violette o di rose persiche, contro i reumatismi andavano bene finanche le corna di cervo come integratore.

Guidati dalla professoressa Mariagrazia Cotugno, gli allievi hanno rivisitato le più rilevanti bufale della storia, dalla falsa Donazione di Costantino ai Protocolli di Sion contro gli ebrei. Nel campo scientifico hanno studiato i progressi fatti nel tempo, acquisendo l’importanza dei vaccini e gli strumenti per contrastare i  pregiudizi esistenti. Dallo studio dei dolorosi anni della spagnola, che nel mondo colpì 600 milioni di persone,  un abitante su tre del pianeta, hanno tratto collegamenti con l’attuale situazione pandemica.

Con l’approfondimento storico la classe si è messa sulle tracce degli antifascisti di Benevento e del Sannio. Si è scoperto così che la tra la fine dell’ottocento ed oltre il fascismo c’erano 120 sorvegliati speciali in città, in gran parte socialisti, e ben 300 in provincia. Dalla consultazione è venuto fuori un corposo fascicolo su Angelo Capozzi, medico di Sant’Angelo a Cupolo, che era iscritto al circolo socialista napoletano, ebbe  rapporti con importanti dirigenti, come  Carlo Altobelli e Arturo Labriola, ed aprì sezioni politiche a Pannarano e a Guardia Sanframondi. Ma nel 1936,stanco delle persecuzioni, non si dedicò più alla propaganda, si concentrò sulla professione e si rassegnò alla  “soffocante accettazione della dittatura”.

Nel primo gruppo si sono impegnati gli alunni Iannace, Leone, Giorgione e Maffei, nel secondo Mustone, Soprano, Paone e De Angelis, mentre nel terzo hanno lavorato Viola, Toro, Paglia, Puzella e Monfreda, nel quarto Petrella, Pepe, Culicigno e Pedicini, nel quinto Mauriello, Citarella, Carapella e Palatella. Il ruolo di tutor è stato svolto dalla docente Emilia Langella. Lo scopo del progetto è stato quello di far conoscere le autorevoli fonti dell’Archivio di Stato di Benevento, un patrimonio da sfruttare meglio per il futuro.

La presentazione dei lavori è avvenuta nell’aula magna dell’Istituto Galilei Vetrone. Gli alunni hanno ricevuto i complimenti di Valeria Taddeo, già direttore dell’Archivio di Stato, che ha sottolineato l’importanza dello studio dei documenti. “Oggi è importante -ha concluso il dirigente scolastico Angela Maria Pelosi- riscoprire il senso della storia. Viviamo in una società in cui domina il presentismo. Attraverso le fonti tante cose lontane diventano reali e vicine. La memoria serve a non ripetere gli errori del passato”.

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