Logotel lancia Weconomy UFO per esplorare un nuovo modello di lavoro

(Adnkronos) – Immaginare nuove forme di lavoro, di organizzazione e di equilibri, per migliorare il benessere. Perché, con le trasformazioni innescate dal Covid-19, i vecchi modelli hanno smesso di funzionare. E la maggior parte delle imprese ha già dichiarato di non voler tornare al passato. Il modello ibrido – che mixa presenza e remoto, fisico e digitale – diventerà presto prevalente. Ma non ha ancora preso forma. In una situazione di indefinitezza, convivono possibilità ed elementi di rischio. . Acronimo che, nell’interpretazione del libro, significa Unidentified Future Organizations.

Se sta cambiando il design del mondo del lavoro, deve cambiare il design delle organizzazioni. E UFO è anche un invito a manager, studiosi e designer a re-immaginare i problemi e le sfide da affrontare: nella collaborazione, nell’apprendimento, nella gestione del cambiamento, nella creatività e nel ridefinire cosa significa essere produttivi oggi. Di certo non equivale a fissare più meeting, inviare più mail o salvare più documenti sul cloud. Crediamo invece che queste metriche siano fallaci, perché conducono ai sempre più frequenti fenomeni di burnout e isolamento. Temi che non possiamo più nascondere.

“Con UFO, ci siamo dati un obiettivo ambizioso: mettere da parte qualunque ricetta tecnologica sullo smart working, per sistematizzare il nuovo ecosistema di relazioni che stiamo vedendo nascere negli ambienti ibridi. E indagare così l’emergere di nuove forme di legami tra persone, team di lavoro e comunità”, racconta Vincenzo Scagliarini, responsabile editoriale del progetto.

Nel libro sono raccolti insight dai settori di business nei quali stanno avvenendo le trasformazioni più rilevanti, raccogliendo oltre 30 testimonianze e costruendo un dialogo continuo con il mondo della ricerca, entrando in contatto con autori come Vanni Codeluppi (sociologo dei consumi, Università Cattolica), Thomas Hylland Eriksen (antropologo sociale, Università di Oslo) e Luciano Floridi (professore in filosofia ed etica dell’informazione, Università di Oxford). Per poi stimolare il dibattito con le imprese, approfondendo le affinità e le differenze negli approcci delle organizzazioni tradizionali (come Enel e Intesa Sanpaolo), delle realtà con una lunga storia di innovazione (tra cui l’European Space Agency e Cisco) e delle imprese remote-first (come GitLab e Xero).

Il lavoro di ricerca di UFO è stato possibile anche grazie a due anni di esperienze e sperimentazioni nate in Logotel – independent design company, da 12 anni alimenta Weconomy – che ha nutrito la prospettiva multidisciplinare e del libro, declinata attraverso i contributi di Gianluca Alderuccio (Creative & Brand Director), Jessica Aroni (Partner e Learning Coordinator), Daniele Cerra (Partner e Digital Innovation Officer), Nicola Favini (General Manager) e Alice Manzoni (Senior Manager Design).

“Dal primo lockdown, infatti, abbiamo iniziato a immaginare nuovi mo(n)di per rispondere alle esigenze dei nostri clienti, di comunità, di organizzazioni e istituzioni. Abbiamo subito capito che, di fronte alle urgenze di mercati bloccati e a una collaborazione da riattivare tra collaboratori lontani – fisicamente e mentalmente – non potevamo lanciarci nella progettazione di futuro ideale e distante. Dovevamo acquisire una visione multi-focale: per rispondere alle esigenze dell’oggi e porre le basi per affrontare le prossime grandi trasformazioni, impegnandoci nel fornire prospettive migliorative”, spiega Cristina Favini, Chief Design Officer di Logotel e fondatrice di Weconomy.

Per aiutare i lettori a navigare e interpretare i cambiamenti, in UFO ci siamo impegnati in un lavoro di sistematizzazione che analizza tre dimensioni: quella dei ME (le nuove necessità delle persone); dei WE (la prospettiva dei team di lavoro, punto focale della collaborazione); e dei Super-WE (l’ecosistema distribuito che coinvolge le organizzazioni, le comunità e i territori).

Queste tre dimensioni hanno dato forma all’approccio relazionale di UFO, pensato per far prosperare le organizzazioni ibride e distribuite. Ed è basato su:

-L’espansione delle reti di influenza, per generare nuove forme di vicinanza e di presenza

-Il consolidamento di legami di interdipendenza, per rileggere le gerarchie e le necessità di coordinamento

-La progettazione di rituali che – a partire da nuovi ritmi di collaborazione tra persone e team – permettano gli scambi, la condivisione, e il benessere in un ecosistema che è sempre meno dipendente dagli spazi e dai tempi di lavoro.

Weconomy è tra i più longevi progetti Logotel dedicati ad alimentare il dibattito sulle prospettive di un’economia collaborativa, inclusiva e sostenibile. Attivo da 12 anni, è da sempre gratuito e coperto da licenza creative commons. Tutti i 15 numeri del progetto sono disponibili online su weconomy.it, in formato cartaceo, sull’app Android e iOS e presto in versione podcast.

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