Lonardo: riforma della giustizia e drammatica realtà

Ieri, dopo 14 lunghi anni di attesa, due nostri  amici dell’Udeur ed Assessori regionali all’Ambiente della Campania, Luigi Nocera e Ugo De Flaviis, sono stati  finalmente assolti per non aver commesso il fatto. Erano accusati di disastro colposo: è arrivata l’assoluzione piena. Io e mio marito siamo stati più fortunati, abbiamo atteso soltanto 11 anni. Ma nella umiliante attesa sono stata per 60 giorni ai domiciliari, 9 mesi con obbligo di stare lontana dalla Campania e dalla mia casa e dai miei familiari. Fu l’anno, il 2008, in  cui alcuni magistrati vollero distruggere il nostro partito,  mio marito fu costretto da accuse assurde e manipolate a dimettersi da Ministro. È difficile accettare con serenità il lungo periodo di burocrazia procedurale,  quando sei innocente e sei sovrastato da richieste di accuse ingiuste, palesemente ingiuste, e non puoi fare nulla e ti senti impotente e prigioniero della boria di alcuni, è bello essere assolti. Ma quante umiliazioni hanno subito questi amici ed io stessa e la mia famiglia. Chi ripaga loro e noi per un tempo di vita che non si recupera mai più? Non entro nel merito della riforma della giustizia, ma chiedo: vogliamo conservare questo sistema giudiziario che umilia le persone, le soggioga, gli accorcia la vita? Mio marito, nell’attesa degli 11 anni, ha recuperato anche un discreto infarto. Se lo riteniamo fuori dalla migliore tradizione  giuridica italiana, questo sistema va cambiato. Ognuno dia una mano a farlo, altrimenti i sacrifici della straziante attesa che, decine di mgliaia di italiani, hanno sopportato come noi, saranno stati solo una ingenerosa presa in giro della giustizia vera. Per ora, in attesa di riforme parlamentari, mi auguro che chi ha utilizzato la giustizia per fini impropri, ammazzando storie umane e partiti come l’Udeur, troverà un Dio giusto che chiederà conto del loro operato”. Lo dichiara la Sen. del Gruppo Misto, Sandra Lonardo.

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