Lunedì a Benevento l’inviato del “Corriere della Sera” Carlo Vulpio

Ospite d’eccezione dell’evento organizzato da “Altrabenevento – associazione per la città sostenibile contro il malaffare”sarà Gioacchino Genchi, il consulente informatico del magistrato Luigi De Magistris nell’inchiesta “Why not”, che l’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, una anno fa definì “mascalzone”. E Genchi, vice questore in aspettativa a Palermo, collaboratore di Giovanni Falcone e consulente anche per l’inchiesta su Francesco Campanella (l’ex segretario nazionale dei giovani Udeur accusato di aver procurato la falsa carta d’identità al capo della mafia Bernardo Provengano) ha deciso di rispondere per la prima volta alle accuse mossegli da Clemente Mastella proprio nella sua terra, a Benevento, in occasione della presentazione del libro di Carlo Vulpio.L’inviato del “Corriere della Sera”, per il quale (al pari del pm Luigi De Magistris) la Procura di Salerno nelle scorse settimane, ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta avviata su denuncia di magistrati e altri soggetti coinvolti nell’inchiesta «Toghe lucane», com’è noto nel libro pubblicato dalla casa editrice Il Saggiatore (con prefazione di Marco Travaglio) punta l’attenzione sui partiti- famiglia, formula di grande successo in Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise, e cioè quelle macchine oleatissime con cui si smistano i fondi nazionali ed europei, si assegnano gli appalti, si decide la fortuna o la sfortuna nelle carriere pubbliche, a cominciare dalla magistratura.“Roba Nostra”, offre la radiografia più aggiornata dei nuovi capibastone politici, tangentisti della prima e della seconda Repubblica, massoni riuniti in fantasiose logge, affaristi devoti della Compagnia delle Opere, clan familiari che sperimentano le tecniche più spietate per garantirsi il controllo di tutto ciò che è pubblico in intere regioni: dalla sanità all’istruzione, ai cosiddetti incentivi per lo sviluppo.

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