Clemente Mastella è un fiume in piena nella lunga conferenza stampa a Benevento. All’indomani dell’ordinanza del gip di Santa Maria Capua Vetere che ha portato agli arresti domiciliari sua moglie, Sandra Lonardo Mastella, ed altri esponenti campani dell’Udeur, l’ex Guardasigilli si difende davanti alle telecamere. E, “con la morte nel cuore”, spera che il suo gesto, quello di lasciare il dicastero di Via Arenula, “serva a conciliare la politica e la magistratura”, nel momento in cui si sta vivendo “una crisi del sistema, non del governo”. fonte ansaMastella difende la sua onorabilità, ma soprattutto, quella della moglie. E’ proprio quando parla di lei, presidente del Consiglio regionale della Campania, trattata neanche fosse la moglie di un boss in 41 bis, che Mastella si commuove. La voce di incrina e gli occhi diventano umidi: “La mia non è la moglie di Provenzano ma una splendida ragazza”. Dopo aver esordito con la solidarietà al Pontefice, il leader dell’Udeur passa al contrattacco: “non siamo i capi di una affiliazione mafiosa politica, siamo i capi di un partito che esige il rispetto anche del procuratore della Repubblica” Mariano Maffei. Gli strali contro di lui li lancia a più riprese: lo definisce una “macchietta”, ed esempio di tutto quello che non dovrebbe essere la magistratura seria. Poi la difesa appassionata rispetto all’inchiesta in cui lui stesso è indagato: “Non ho fatto affari durante la prima Repubblica, dove era più facile farli, e li farei ora?”. Sul futuro dell’Udeur dopo le sue dimissioni da Guardasigilli Mastella rilancia, e neanche per il sottile: “Noi in questo momento non siamo nel governo, ma se dicessimo a Prodi: ‘Noi per le prossime grandi nomine vorremmo indicare questa persona, ad esempio come presidente della Rai’, e questo che c’é in effetti è ora che vada a casa, questa è concussione o logica politica?'”





































ARTICOLI CORRELATI