Palazzo Mosti: le variazioni al bilancio proposte dalle minoranze

Le proposte di modifica riguardano, sostanzialmente, l’abbassamento dell’addizione Irpef, la riduzione generalizzata della tassa rifiuti, l’incremento dei fondi per le politiche giovanili e per il sostegno alle famiglie alle prese con il problema casa o, fenomeno diffuso anche a Benevento, in difficoltà per la crescita dei mutui per la prima casa.Per l’Irpef la richiesta della riduzione dell’addizionale va dall’attuale limite massimo dell’0,8 allo 0.3%, finanziando la minore entrata attraverso il recupero di una quota fisiologica di evasione fiscale da imposta Ici, oltre alla riduzione di spesa corrente per servizi non indispensabili».Sulla Tassa rifiuti si parte di una riduzione generalizzata del 15%, a parziale ristoro dei disagi subiti dai cittadini Si passa poi alla proposta di ridurla, nella misura del 25%, qualora contribuente sia l’unico occupante di unità immobiliari non superiori a 110 mq; oppure per quei nuclei familiari con reddito complessivo lordo non superiore a 15.500 euro e occupanti di unità immobiliari non superiori a 110 mq; e in favore di nuclei familiari numerosi (composti da non meno di 5 unità) con reddito complessivo lordo non superiore a 15.500 euro e occupanti anch’essi unità immobiliari non superiori a 110 mq.Anche qui il minor gettito compensato da un recupero dell’evasione.Due emendamenti riguardano il sostegno all’acquisto di abitazioni e misure contributive per alleviare le difficoltà economiche delle famiglie alle prese con il caro-mutuo sostenuto per l’acquisto della prima casaPolitiche giovanili anche in questo caso i gruppi di minoranza a Palazzo Mosti propongono di aumentare la dotazione prevista in bilancio, per attivare progetti di coinvolgimento delle fasce giovani della città.Infine la minoranza propone l’istituzione di tre osservatori: uno per prevenire il fenomeno degli atti vandalici nelle scuole, un secondo per migliorare le politiche di tutela delle donne, spesso vittima di violenze fisiche e morali, il terzo, infine, per tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti e per garantire la qualità, l’universalità e l’economia delle relative prestazioni. L’istituzione dei tre osservatori, hanno specificato gli esponenti dell’opposizione, avrà un costo minimo per le casse dell’ente. In ogni caso ai componenti non spetterà alcun compenso.

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