POLITICA. ASSEMBLEA PD SFIDUCIA ANTONELLA PEPE

DOCUMENTO POLITICO Assemblea Provinciale 07 ottobre 2022
📌 Presentato da Giuseppe Ruggiero e sottoscritto da 54 delegati.

Le elezioni politiche del 25 settembre rappresentano uno spartiacque nella vita e, soprattutto, nelle prospettive del Partito Democratico.
Il Segretario Nazionale, correttamente, dopo aver riconosciuto la sconfitta, ha avviato le procedure congressuali dichiarando di voler accompagnare il Partito in questa fase delicata senza riproporsi alla guida dello stesso.
Si apre oggi una stagione nuova nella quale tutto è in discussione a cominciare dalla nostra identità.
Sarebbe profondamente sbagliato cambiare l’ennesimo Segretario senza affrontare i nodi cruciali spesso sottovalutati se non elusi.
Essi riguardano il nostro profilo, il nostro modo di relazionarci con la società, la nostra agenda sociale, le nostre priorità programmatiche.
È un compito, al tempo stesso, tremendo e meraviglioso.
Tremendo perché restando nel limbo delle ‘decisioni non prese e dei giudizi sospesi’ concreto è il pericolo che il nostro consenso sia eroso in parte dal M5S ed in parte da Azione-Italia Viva come è accaduto, in Francia, ove il Partito Socialista si trova stretto tra la sinistra radicale di Mélenchon ed il centro liberaldemocratico di Macron.
È un rischio che va evidentemente evitato per restituire al Partito la funzione di guida dei processi di trasformazione della società e di autentico interprete delle speranze e dei sogni delle nuove generazioni.
Meraviglioso perché da un confronto sincero, che archivi definitivamente la stagione delle correnti e dei processi degenerativi ad esse conseguenti, da un progetto serio e credibile che indichi chiaramente una prospettiva politica ed un orizzonte per l’Italia dei prossimi venti anni, può nascere un nuovo soggetto, più attrattivo e più coinvolgente non chiuso in un sistema “monadico”, come quello attuale, ma che sappia fare da regolatore delle domande tra cittadini ed istituzioni.
Un nuovo Partito Democratico che sappia selezionare la propria classe dirigente «dal basso», rispettando in modo non formale l’autonomia dei territori, e non imponendo – complice una legge elettorale che ha sequestrato il diritto di scelta dei cittadini – candidature che mortificano ed umiliano le nostre Comunità.
Questa è la sfida che dobbiamo saper raccogliere e rilanciare nei prossimi mesi.
Essa riguarda, innanzi tutto, il Partito nazionale ma, a più forte ragione, le sue articolazioni territoriali.
In Campania siamo chiamati a scegliere tra un partito che si connoti per autonomia, autorevolezza e capacità di elaborazione di idee e progetti ed un altro modello, quello attuale, a «sovranità limitata», totalmente sottomesso ai poteri regionali.
Ma, come impietosamente ci ricordano i numeri, la sconfitta nella nostra Regione è stata ancora più netta che in altre parti d’Italia. Motivo per il quale ancora più grave è la situazione ed ancora più incalzante la necessità di un cambio di rotta nonostante le tardive perorazioni di chi, in questi anni, ha dato prova di inconsistenza politica e di supina subordinazione a qualsiasi decisione altrui.
Nel Sannio il risultato raggiunto è molto modesto anche a causa di una scelta incomprensibile operata sulla testa degli Organi Statutari e dei Circoli che, all’unanimità, avevano indicato altro candidato.
Una decisione molto grave da porre a carico della Segreteria Nazionale ma anche di chi avrebbe dovuto far rispettare il deliberato unanime del livello territoriale anziché proporsi, sostituendosi allo stesso, così come avvenuto.
Predicare il rinnovamento dando concreta prova di operare con i metodi della peggiore partitocrazia, scavalcando la unanime volontà di un intero Partito per promuovere sé stessa, infrange in modo irreversibile il rapporto fiduciario e di garanzia tra l’Assemblea e la Presidente di quest’organismo.
Con l’inevitabile conseguenza che la Presidente dell’Assemblea Provinciale va revocata dal suo incarico e dichiarata decaduta dalla funzione fin qui ricoperta.

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