Presentazione di un saggio su caratteristiche acustiche del Teatro Romano


L’iniziativa, promossa dall’assessorato alla cultura e dall’Archeoclub di Benevento, prevede un dibattito, presente l’Autore, con il presidente dell’Associazione culturale Michele Benvenuto; la funzionaria della Soprintendenza archeologica Luigina Tomay; il direttore scientifico della Bibliomediateca Ferdinando Creta; e l’assessore Giorgio Carlo Nista. E’ ben noto che ha sempre suscitato meraviglia tra gli artisti, cantanti, musicisti che si sono esibiti al Teatro Romano la straordinarietà l’acustica della struttura: il saggio di Iannace, già presentato in Spagna a settembre, nell’ambito del XIX Congresso Internazionale di Acustica (ICA) di Madrid, è il risultato di una campagna di misure acustiche svolte, all’interno del Teatro Romano, da un equipe di studiosi da lui guidata. Iannace, professore associato di Fisica tecnica ambientale della Facoltà di Architettura della Seconda Università degli Studi di Napoli, ha indagato sui segreti della buona acustica dei teatri greci e romani, partendo proprio dallo studio del Teatro Romano del capoluogo sannita, attraverso misurazioni e comparazioni che saranno effettuate anche in altri teatri antichi quali quelli di Cassino, Minturno e Pompei.La conclusione del lavoro sul Teatro Romano è questa: «le gradinate per la loro geometria, sono superfici periodiche e contribuiscono alla diffusione delle onde sonore, per cui lungo la cavea, a distanza della sorgente, il livello della pressione sonora invece di diminuire aumenta».Il lavoro ha evidenziato anche come il rivestimento marmoreo delle gradinate allungava, grazie alle superfici lisce, le code sonore del suono generato, contribuendo a migliorare ulteriormente le già buone caratteristiche sonore del teatro.Il Teatro Romano di Benevento, eretto al tempo di Adriano (II sec. d.C) e ampliato da Caracalla tra il 200 e il 210 d.C., misura 90 metri di diametro e poteva contenere alcune migliaia di spettatori. I lavori di scavo e ricostruzione, iniziati tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del secolo scorso, hanno recuperato il vasto semicerchio della cavea, con il primo e parte del secondo dei tre ordini di 25 arcate che ne abbellivano l’esterno, l’orchestra e parte della scena, in cui si possono ammirare antichi marmi decorativi. L’attuale capienza è di circa duemila spettatori e durante l’estate, il Teatro Romano, ospita spettacoli di prosa, danza e lirica.

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