Procura generale di Napoli. Siglato il Protocollo per il rafforzamento dell’assistenza sanitaria specialistica negli istituti penitenziari di Napoli

È stato sottoscritto, presso la Procura Generale di Napoli, il Protocollo di collaborazione tra la Procura Generale di Napoli, l’ASL Napoli 1 Centro e l’Associazione con i Fatebenefratelli per i Malati Lontani – AFMAL APS, volto al potenziamento dell’assistenza sanitaria specialistica a favore della popolazione detenuta negli istituti penitenziari del territorio napoletano.

Il Protocollo rappresenta il risultato concreto di un percorso di ascolto e di confronto avviato dalla Procura Generale di Napoli sul tema del carcere, inteso non solo come luogo di esecuzione della pena, ma come spazio nel quale i diritti fondamentali della persona devono trovare piena tutela. In questo contesto, la Procura Generale ha assunto un ruolo di impulso e di raccordo istituzionale, promuovendo un tavolo tematico che ha fatto emergere con chiarezza una criticità strutturale: la difficoltà di garantire un’adeguata assistenza sanitaria specialistica all’interno degli istituti penitenziari.

Da questa consapevolezza è nato un appello pubblico rivolto ai professionisti della sanità, affinché potessero mettere le proprie competenze al servizio di una realtà spesso ai margini. L’accordo che viene oggi presentato è la risposta a quell’appello e mette insieme istituzioni e volontariato qualificato: la Procura Generale, l’ASL Napoli 1 Centro e l’Associazione AFMAL che collaborano per consentire ai medici specialisti volontari di operare gratuitamente negli istituti di Poggioreale, Secondigliano e Nisida, integrando l’azione del Servizio Sanitario Nazionale.

Si tratta di un intervento che risponde a una criticità reale – la carenza di professionisti nella sanità penitenziaria – ma che soprattutto riafferma un principio fondamentale: il diritto alla salute non si sospende con la detenzione. Migliorare l’accesso alle cure, prevenire le patologie e ridurre le disuguaglianze significa dare concreta attuazione ai valori costituzionali e rafforzare il senso stesso della funzione rieducativa della pena.

L’ASL garantisce il necessario supporto organizzativo e operativo, mentre l’AFMAL mette a disposizione competenze mediche di alto livello, nel pieno rispetto delle regole di sicurezza, della normativa sanitaria e della tutela della riservatezza. È un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale, nel quale la Procura Generale ha esercitato un ruolo di stimolo, di responsabilità e di presidio dei diritti, dimostrando come anche in ambiti complessi come quello penitenziario sia possibile costruire risposte concrete, efficaci e rispettose della dignità della persona.

“La firma di oggi rappresenta un momento di grande significato istituzionale e umano. AFMAL risponde con convinzione all’appello lanciato dalla Procura Generale di Napoli, mettendo a disposizione le competenze dei propri medici specialisti volontari laddove il bisogno è più urgente. La tutela del diritto alla salute non può arrestarsi davanti alle porte di un istituto penitenziario: è un dovere civile e morale al quale la nostra Associazione non si è mai sottratta.

AFMAL vanta una consolidata esperienza nel campo della sanità penitenziaria a livello internazionale. Nelle Filippine, a Manila, abbiamo condotto quattro missioni mediche presso il penitenziario di Trece Mártires in collaborazione con le Suore Orsoline, portando assistenza sanitaria in condizioni di grave sovraffollamento e di profondo disagio umano. In Italia, AFMAL ha operato presso il carcere minorile di Nisida, offrendo ai giovani detenuti non soltanto assistenza medica, ma anche percorsi di formazione professionale finalizzati al reinserimento sociale al termine della pena. Un approccio integrato che considera la persona detenuta nella sua interezza, non soltanto come paziente.
Con questa Convenzione, AFMAL porta a Napoli – in una delle realtà penitenziarie più complesse d’Italia – un modello di intervento già collaudato: quello della collaborazione strutturata tra volontariato qualificato e istituzioni pubbliche, in un quadro di piena gratuità, trasparenza e rispetto della normativa vigente. Ringrazio il Procuratore Generale Policastro e il Direttore Generale Gubitosa per la fiducia accordata all’Associazione e per il coraggio di aver aperto questa strad
a, ha dichiarato il Presidente di AFMAL, Fra Gerardo D’Auria O.H.

«Questo Protocollo – ha dichiarato il Procuratore Generale di Napoli, Aldo Policastro – non è un atto simbolico, ma l’espressione concreta di una responsabilità costituzionale. L’articolo 2 della Costituzione impone alla Repubblica di garantire i diritti inviolabili della persona e l’articolo 27 ci ricorda che la pena non può mai tradursi in negazione della dignità umana. Il diritto alla salute delle persone detenute rientra pienamente in questo perimetro ed è un banco di prova della credibilità dello Stato di diritto. Con questa intesa rafforziamo una collaborazione leale tra istituzioni pubbliche e volontariato qualificato, capace di trasformare i principi costituzionali in interventi concreti, continuativi e verificabili all’interno degli istituti penitenziari».

Il direttore Generale ASL Napoli 1 Centro Gaetano Gubitosa ha ggiunto: “Da circa venti anni, l’ASL Napoli 1 Centro eroga assistenza sanitaria anche in alcuni Istituti Penitenziari”.

“Il sovraffollamento delle carceri e il disagio lavorativo rendono tali strutture poco appetibili come ambiente di lavoro”.

“Da tempo, continua Gubitosa, “stiamo bandendo ore di specialistica che puntualmente vanno deserte. Quindi, abbiamo accolto con sollievo l’iniziativa del Procuratore e l’adesione di AFMAL a supporto delle nostre attività”.

“Con la firma di questa Convenzione, si compie un atto di responsabilità verso una parte di popolazione troppo spesso invisibile”. “L’accordo, sostiene Gubitosa, nasce al fine di mettere in campo iniziative concrete volte a potenziare visite specialistiche e rafforzare l’assistenza sanitaria a favore della popolazione detenuta, ad integrazione dei servizi già garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale e portati comunque avanti negli anni nonostante le enormi difficoltà “.

“Ringrazio il Procuratore Generale della Repubblica Aldo Policastro, non solo per la visione condivisa ma anche perché lavorare in sinergia con la Procura, significa rendere più efficaci i percorsi di tutela della salute, nel pieno rispetto della legalità e della dignità della persona detenuta”.

“Ringrazio ancora, l’A.F.M.A.L. e il suo Presidente Fra Gerardo D’Auria, che metteranno a disposizione dell’ASL Napoli 1 Centro medici e volontari a supporto dell’attività sanitaria e tutti i professionisti della nostra Azienda che ogni giorno portano la sanità pubblica in luoghi di maggiore fragilità”.

Il Protocollo sarà sottoposto a periodica verifica per saggiarne le criticità e i punti di forza per evitare che rimanga un impegno solo sulla carta.

 

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