Provincializzazione rifiuti

Ecco alcune delle dichiarazioni da parte dei partecipanti:Il presidente del Consiglio provinciale Donato Agostinelli ha affermato: “Spero sia l’ultima riunione su questo problema. I rifiuti solidi urbani non sono né di destra, né di sinistra e né di centro: è un problema che riguarda tutti, e, quindi, bisogna affrontarlo serenamente ed in modo risolutivo. Abbiamo la capacità come comunità locale sannita di risolverlo da solo per quanto riguarda la produzione provinciale di rifiuti e, se non vado errato, il Commissario Bertolaso è stato favorevolmente colpito dal progetto di ossidoriduzione approvato dal Consiglio provinciale”. Il presidente del Consiglio comunale Giovanni Izzo: “Sono giunto al punto di sperare persino che l’elefante partorisca un topolino perché significherebbe che qualcosa abbiamo fatto. Quello di cui non abbiamo affatto bisogno è un dibattito privo di proposte e ricco solo di atti di accusa di una parte contro l’altra. Mi auguro che l’esperienza dei Consigli congiunti sia da ripetere e non fine a se stessa. Alla luce della delibera di Bertolaso sulla provincializzazione del ciclo dei rifiuti, sembra che il metodo da seguire sia proprio questo”. L’assesore provinciale all’ambiente Carlo Petriella ha auspicato un sereno e costruttivo dialogo tra le Istituzioni per trovare una soluzione condivisa che possa poi consentire la definitiva chiusura di questo discorso che va avanti da troppo tempo. Questa conclusione ovviamente segue le disposizioni nazionali e regionali che danno la competenza alla Provincia ed alla comunità locale di poter operare direttamente”.L’assessore comunale Castiello “La sessione odierna dei due Consigli dovrebbe aprire una strada per ragionare su una problematica che comporta troppe emergenze da anni. Sicuramente di provincializzazione si deve parlare, ma bisogna capire in che modo la provincia di Benevento vorrebbe procedere in tal senso. Non sono poche le questioni da affrontare in un ambito di autonomia. Bisogna andare da subito ad una raccolta differenziata spinta, da parte di tutti i comuni della provincia; e andare ad affrontare lo smaltimento di quella frazione che è l’indifferenziato. L’ossidoriduzione lavora solo la frazione, che è l’organico, che in una raccolta differenziata perfetta copre una percentuale del 20%: non è la soluzione. Certo, può essere una soluzione minima, anche un buon tampone, ma non risolve la intera vicenda”. Il deputato Erminia MAZZONI ha detto: “Provincializzare non è sicuramente una proposta tecnica, o per lo meno che trova riscontro nella normativa di riferimento: se provincializzare vuol dire finalmente trovare un Ente istituzionale che si assume una responsabilità per tamponare la emergenza e dare delle indicazioni che abbiano un riferimento territoriale, e quindi rispettino vocazioni ed esigenze del territorio, allora se ne può discutere: perché sappiamo tutti che la normativa nazionale ci indica la strada dell’Ambito territoriale ottimale che può o non essere corrispondente esattamente al perimetro delle singole province. Io credo che qualunque proposta non possa prescindere da una presa di posizione forte nei confronti della gestione regionale e nei confronti delle determinazioni che si stanno assumendo a livello nazionali sui poteri da affidare ai Commissario Bertolaso, altrimenti ogni parola rimane pura teoria, e non si passerà mai ai fatti. Se chiamiamo “polemica politica” la ricostruzione storica dei fatti avvenuti negli ultimi 13 anni, che vedono protagoniste le forze di centro sinistra, allora sicuramente ci sarà forte polemica. Se invece in maniera più onesta prendiamo atto che ripercorrere questi 13 anni di storia regionale, è necessario per poter capire quali sono stati gli errori, e quindi per poter individuare gli strumenti di azione migliori, allora ci sarà un confronto aperto. È evidente che oggi bisogna fare i conti con questo passato per cercare di andare al di là, affidare le responsabilità a soggetti diversi, per poter sperare che ci sia un futuro diverso”. Il presidente della Provincia Carmine Nardone ha ricordato che “un orientamento regionale trasversale vede la provincia di Benevento come area di importazione dei rifiuti: questo modello, è da “respingere”. Io sono contrari ai commissariati, che sono stati una rovina nella storia del Mezzogiorno, siano stati essi di destra o sinistra. Spero tanto nel buon senso dei Sindaci e dei due consessi, provinciali e comunali. La Provincia ha dimostrato di poter mettere in campo progettualità ed ipotesi innovative, andando a verificare sul territorio le soluzioni che sono state assunte altrove dove certamente nel campo le risposte sono state formulate meglio e prima di noi. Se ci fanno realizzare le nuove tecnologie di smaltimento rifiuti, noi daremo una risposta ai problemi sul tappeto.” Il sindaco di Benevento Fausto Pepe ha dichiarato: “È interessante questa iniziativa della riunione congiunta dei Consigli, provinciale e comunale, innanzi tutto per un ascolto compiuto di quella che è la problematica, ma anche perché dovrebbe sancire una volontà comune che va nella direzione di una provincializzazione vera e di conservazione il nostro territorio rispetto a delle richieste che in questi anni sono stati pressanti da parte di altre province della regione Campania per portare qui i rifiuti regionali. Il ragionamento deve essere invertito, la provincia di Benevento può essere autogestita ed è autosufficiente rispetto alla problematica e la volontà politica comune, rispetto a questa situazione, ci deve aiutare a portare avanti questo tipo di indirizzo. La proposta del Presidente Nardone è assolutamente interessante, è chiaro che va valutata nel merito, però mi sembra che abbia dettato un buon viatico del ragionamento, che va nella direzione del trattamento dei rifiuti localmente, sia per quanto riguarda la frazione umida che per quella secca. Non la discuto nel merito tecnico, ma come ragionamento politico la appoggio pienamente”.

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