Tra referendum, regionali e comunali, la sfida interna al centrodestra segna bel tempo per Fratelli d’Italia. Nettamente a favore del Sì, ‘corroborato’ dai voti sempre dati in tal
senso in Parlamento, il partito di Giorgia Meloni non ha mostrato incertezze sulla strada della riduzione del numero dei parlamentari e quindi non sorprende il rilancio della leader, oggi, sulla via del presidenzialismo e del ritorno alle urne.
Il vento, d’altra parte, sembra soffiare sia nelle vele delle battaglie tradizionali del partito, sia sul piano strettamente territoriale, alla luce dell’affermazione costante e progressiva della destra ‘patriottica’ anche al nord e nella zona rossa per eccellenza come la Toscana. Nelle chat interne, naturalmente, spicca la soddisfazione per l’affermazione di Acquaroli nelle Marche, anche se un po’ offuscata dalla sconfitta di Raffaele Fitto contro Michele
Emiliano in Puglia.
Il trend, alla luce delle proiezioni, inoltre, parla di un ampliamento del bacino dei consensi nelle varie realtà in cui si è votato. A parte l’exploit delle Marche, dove Fdi viaggia attorno al 20% e tallona la Lega, in Puglia il partito di Meloni con il 13% circa prenderebbe
quasi il doppio dei voti del Carroccio. In Toscana, poi, e in Liguria i consensi viaggiano attorno a due cifre. E in Veneto e in Campania l’esito integra un risultato complessivo che porta Meloni a sottolineare con orgoglio non solo il “trionfo” nelle Marche ma anche
la circostanza che Fdi “è l’unico partito che cresce in tutte le regioni al voto”.
Adnkronos








































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