Riforme: Parrini (Pd), ‘da audizioni si capisce bene perché premierato è un pasticcio’

Roma, 30 nov (Adnkronos) – “Nelle audizioni di oggi in Senato sul ddl di riforma costituzionale Meloni-Casellati, che pure hanno visto intervenire tre accademici favorevoli al principio dell’elezione diretta del premier, si è capito bene come mai il testo uscito dal consiglio dei ministri – frutto di un tormentato braccio di ferro tra Lega, Fi e Fdi – sia stato definito il 20 novembre scorso un ‘pasticcio da Tso’ da un illustre esponente della stessa maggioranza come il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè”. Lo dice il senatore del Pd Dario Parrini, vice presidente della commissione Affari istituzionali di palazzo Madama.

“Risulta perciò sempre più necessario denunciare non solo il pericoloso stravolgimento degli equilibri costituzionali tra i massimi poteri dello Stato che questo provvedimento genera, ma anche la lunga serie di pasticci, lacune, contraddizioni e illogicità che lo caratterizzano -prosegue Parrini-. Tutti difetti che nascono dal bisogno di tenere insieme le diverse e contrastanti anime del destracentro e dal faticoso tentativo di fingere che si resta nella forma di governo parlamentare quando in realtà l’elezione diretta del premier conduce di per sé alla sua liquidazione”.

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