**Spazio: svelati nuovi misteri sui poderosi cicloni di Giove, simili a vortici nostri oceani** (2)

(Adnkronos) – Questi risultati hanno fornito ai ricercatori indizi sull’energia del sistema atmosferico gioviano. I ricercatori hanno scoperto che il gas atmosferico che sale rapidamente all’interno delle nuvole è la fonte di energia che innesca e sostiene i grandi cicloni circumpolari e polari. Juno è arrivata attorno al sistema di Giove nel 2016, fornendo per la prima volta agli scienziati una visione completa e dettagliata dei grandi cicloni polari nell’atmosfera del pianeta. Queste gigantesche strutture hanno un raggio di circa 2000 chilometri. Otto di questi cicloni sono presenti in corrispondenza del polo nord di Giove e cinque sopra il suo polo sud, mantenendo una configurazione piuttosto stabile sin dalla loro scoperta, cinque anni fa. Il ricercatore dell’Inaf Alessandro Mura, co-autore dello studio e responsabile scientifico dello strumento Jiram, nota che “non siamo ancora sicuri di come si siano originati o da quanto tempo circolano questi vortici polari, ma ora sappiamo che il fenomeno della convezione umida è ciò che li sostiene”.

“Lo studio si è basato su una serie di immagini di Jiram di eccezionale qualità, in termini di risoluzione e copertura spaziale. Tale qualità è stata possibile grazie all’attento lavoro di pianificazione delle osservazioni da parte del team scientifico italiano” sottolinea Christina Plainaki, Ricercatrice nelle Scienze del Sistema Solare, Asi Project Scientist per l’esperimento Jiram/Juno. “In questo modo -prosegue Plainaki- è stato possibile non solo determinare i valori tipici delle velocità dei venti all’interno vortici polari ma anche studiarne le caratteristiche specifiche delle distribuzioni spaziali. Questo ha implicazioni profonde sulla natura dei fenomeni che lì hanno luogo, legati in particolare alla convezione e alla turbolenza. Lo studio di Siegelman, anche per l’ampio ricorso a metodi propri dell’oceanografia terrestre, si distingue sicuramente nell’ambito della scienza di Giove per originalità e profondità interpretativa”.

“Questo studio pone un altro tassello nell’intrigato puzzle che si cela dietro i misteriosi cicloni polari di Giove” sottolinea Giuseppe Sindoni, Responsabile del Progetto Juno-Jiram per Asi. “I dati forniti dal nostro strumento – aggiunge- si sono dimostrati ancora una volta fondamentali nell’interpretazione della complessa fenomenologia dell’atmosfera gioviana”. La missione Juno continuerà a orbitare attorno a Giove fino al 2025, fornendoci nuove immagini del pianeta e del suo vasto sistema lunare e aiutando gli scienziati a studiarlo in modo ancora più accurato. Lo studio è stato pubblicato oggi sul sito web della rivista Nature Physics nell’articolo Moist convection drives an upscale energy transfer at Jovian high latitudes di Lia Siegelman, Patrice Klein, Andrew P. Ingersoll, Shawn P. Ewald, William R. Young, Annalisa Bracco, Alessandro Mura, Alberto Adriani, Davide Grassi, Christina Plainaki e Giuseppe Sindoni.

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