“Stregati dai Vicoli”: Ponte incanta e si racconta. Un successo di comunità, cultura e visione

Il borgo di Ponte ha vissuto tre giorni di magia autentica con la terza edizione di “Stregati dai Vicoli”, svoltasi dal 31 ottobre al 2 novembre. Un evento che ha trasformato il centro storico in un teatro diffuso, dove tradizione e contemporaneità si sono intrecciate in un racconto collettivo fatto di luci, suoni, profumi, gesti antichi e partecipazione viva.

Organizzata dalla Pro Loco di Ponte APS attraverso un processo di co-progettazione comunitaria, la manifestazione ha coinvolto cittadini, artigiani, scuole, famiglie e associazioni locali, dimostrando che la cultura può essere motore di sviluppo e identità. Non un evento calato dall’alto, ma un organismo vivo nato da incontri, laboratori e condivisione.

I vicoli del borgo si sono animati con installazioni artistiche, laboratori botanici, musica dal vivo, narrazioni popolari e degustazioni di prodotti tipici. Le cantine, solitamente chiuse, si sono aperte per accogliere visitatori di ogni età, guidati anche dai bambini del paese, piccoli custodi di memoria e tradizione.

Il percorso sensoriale ha celebrato il cibo come linguaggio identitario: padellaccia, caciocavallo, dolci artigianali, vino locale e birra artigianale hanno raccontato la terra e le sue storie, accompagnando il pubblico in un viaggio tra gusto e racconto orale.

Grande spazio è stato dedicato al patrimonio simbolico del territorio, con la rievocazione delle Janare e della leggenda di Flumena, non come folklore fine a sé stesso, ma come riflessione sulla sapienza popolare e sulla sua attualità.

Il successo dell’evento è stato confermato non solo dall’elevato afflusso di visitatori, ma anche dal ritorno economico per le attività locali e dalla qualità dell’esperienza vissuta. Ponte si è affermato come polo culturale e turistico del Sannio, dimostrando che la memoria, quando è attiva e condivisa, può diventare futuro.

“Stregati dai Vicoli” ha mostrato come una comunità possa raccontarsi, riconoscersi e trasformarsi attraverso la cultura. A Ponte, la magia non è nelle decorazioni, ma nelle persone che scelgono di immaginare insieme il proprio destino.

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