Terre di Molinara, dieci anni di cooperativa: lavoro collettivo, investimenti e identità territoriale

Dieci anni di attività, oltre 600 mila euro investiti in macchine e attrezzature, centinaia di uliveti  secolari recuperati e una identità territoriale costruita attorno all’olio e alla valorizzazione del paesaggio rurale. La cooperativa agricola Terre di Molinara ha celebrato ieri il proprio decennale, tracciando un bilancio fatto di crescita, difficoltà affrontate e nuovi obiettivi.

Nata con l’idea di recuperare terreni abbandonati e rimettere al centro la produzione olivicola locale, la cooperativa ha progressivamente costruito una filiera capace di unire produzione, trasformazione, commercializzazione e promozione territoriale.

“Non abbiamo semplicemente prodotto olio – dichiara il presidente Rocco Cirocco – ma abbiamo provato a ricostruire un legame tra terra e comunità. Gli ulivi erano il lavoro da fare, la sfida vera era dimostrare che anche un piccolo paese poteva tornare a credere nelle proprie risorse”.

Nel corso degli anni la cooperativa ha investito in mezzi agricoli, impianti, attrezzature e infrastrutture funzionali alla crescita delle attività. Un risultato ottenuto in parte attraverso il capitale sociale: circa il 20% degli investimenti è arrivato direttamente dall’apporto dei soci, mentre la restante quota è stata sostenuta attraverso lavoro, progettazione, capacità organizzativa e la vendita di prodotti e servizi. Aver scelto la forma cooperativa ha dato la possibilità di condividere lavoro e soprattutto opportunità.

“Il dato che rivendichiamo con più orgoglio – aggiunge Cirocco – è che la maggior parte di ciò che abbiamo costruito nasce dal lavoro quotidiano. Non da scorciatoie. Abbiamo reinvestito tutto quello che riuscivamo a generare”.

La cooperativa sottolinea anche il sostegno ricevuto dalla comunità locale, che nel tempo ha riconosciuto l’importanza di ricostruire una filiera agricola capace di generare valore economico, sociale e identitario per il territorio. “La nostra comunità ha capito che non stavamo semplicemente raccogliendo olive – spiega il presidente – ma che stavamo provando a ridare senso a una economia locale. C’è stata una vera e propria valorizzazione del prodotto e, insieme, una rinnovata attenzione verso gli uliveti e il paesaggio rurale. Il ritorno alla coltivazione delle olive ha generato un circolo virtuoso: più cura del territorio, più consapevolezza collettiva, più appartenenza”.

Non sono mancate le difficoltà, soprattutto quelle legate all’incertezza dei finanziamenti pubblici e, in particolare, alle misure di sviluppo regionale spesso caratterizzate da tempi lunghi e instabilità procedurale. A questo si aggiunge la crescente difficoltà nel reperire manodopera e servizi essenziali. “Il problema della manodopera comincia a sentirsi dannatamente – sottolinea il presidente – così come quello dei servizi. Le aree interne rischiano di pagare un prezzo altissimo se non si interviene seriamente”.

Tra i risultati più significativi raggiunti in questi anni viene evidenziata anche la collaborazione avviata con università e centri di ricerca, che ha consentito alla cooperativa di intrecciare produzione agricola, studio del territorio, divulgazione e innovazione. “In questi anni sono passati da Molinara ricercatori, studenti, docenti, visitatori. Questo significa che siamo riusciti a trasformare un’esperienza agricola in qualcosa di più ampio: un racconto collettivo capace di parlare fuori dai confini del paese”.

Le celebrazioni per il decennale si sono svolte con un momento conviviale. “Dieci anni dopo – conclude Cirocco – siamo ancora qui, con la stessa ostinazione del primo giorno. E con una consapevolezza in più: quando oggi si parla di Molinara, sempre più spesso lo si fa pensando ai suoi ulivi, al suo olio e a una comunità che ha deciso di costruire insieme”.

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