Torino, Nicola: “Partita importante e ci sono diverse difficoltà, mi aspetto anche grande entusiasmo”

Davide Nicola è stato presentato oggi alla stampa come nuovo allenatore del Torino. Queste le sue parole come raccolte da tuttomercatoweb.com.

“Sono un po’ rauco e mi scuso per la voce, ho già iniziato ad usarla. E’ una sfida speciale, ci tengo perché la storia del Toro è blasonata e deve rappresentare una costante. Voglio iniziare da subito senza perdere tempo in parole, ma agire sulle priorità: dobbiamo avere un cambio di rotta. Grande rispetto per Giampaolo, lo saluto”.

Come cambierà il Toro?
“Serve il gruppo e servono relazione schiette. Abbiamo bisogno di stare bene tra di noi e credere nel lavoro. Non mi interessa cosa si è fatto prima: non ero dentro, non spetta a me giudicare. Oggi terzo allenamento, ho lavorato sulle priorità. Il gruppo è fondamentale, poi arriverà il resto. I risultati sono una conseguenza: non chiederò mai un risultato, ma la prestazione fatta di equilibri e senza paura di sbagliare. Voglio vedere una prestazione con due principi”.

C’è consapevolezze delle difficoltà o magari qualcuno ha la testa altrove?
“C’è una rosa e un ambiente disponibile. Non mi interessa cosa si è detto prima, voglio farmi le mie idee. Mi aspetto certi comportamenti, solo questo ci farà raggiungere l’obiettivo. 13 punti in classifica sono pochi e i valori nostri possono essere migliori. Iniziato nuovo percorso, ci sono 20 partite: dovremo costruire un percorso per raggiungere la salvezza. E’ un club che ha ambizioni, ma essere coscienti serve per fare il passo successivo”.

Cosa si aspetta domani sera?
“Ci sono state richieste di principi di gioco: l’obiettivo è applicare questi principi, non mi interessa l’errore e bisogna sbagliare per fare. Serve concentrazione e determinazione, sono convinto e credo in questi ragazzi”.

Che spogliatoio ha trovato?
“E’ una sfida speciale, con certe relazioni e certi atteggiamenti possiamo uscirne. Ho detto loro che bisogna gestire le emozioni per raggiungere l’obiettivo. Bisogna zigzagare per raggiungerlo, serve volontà di arrivarci. Il difficile è rimanere equilibrati, ma dobbiamo continuare giorno dopo giorno. Io credo in questi ragazzi”.

Chiederà a Belotti movimenti diversi?
“Io adatto e plasmo i miei principi alle caratteristiche dei giocatori. Ho fatto poche richieste, serve leggerezza, voglia, entusiasmo e determinazione. E per questo bisogna dare pochi compiti. La generosità non è un aspetto negativo se convogliato nella giusta direzione. Bisogna però essere ordinati”.

Come si approccia alla nuova avventura?
“Bisogna affidarsi al gruppo: ci sono i più esperti e i più giovani, ognuno ha la sua importanza. L’allenatore deve essere coerente nelle richieste e dimostrare che l’idea è non solo convincente, ma redditizia. Abbiamo cominciato metodologia diversa, ma i collaboratori mi hanno dato una mano. Nulla si costruisce in un giorno, ma per distruggere ci vuole meno di un secondo. Il lavoro ti porta a raggiungere l’obiettivo”.

Come si affronta il Benevento?
“Tre giorni sono pochi per dare impronta e identità definitiva, ma sono sufficienti per dire la direzione verso la quale si vuole andare. Mi aspetto che seguano gli obiettivi. E’ una partita importante e ci sono diverse difficoltà, mi aspetto anche grande entusiasmo come lo metto io”.

Quali sono le percezioni in questi primi giorni?
“Intanto grande disponibilità, ed è fondamentale. E’ un gruppo cosciente del momento che vuole ripartire e fare meglio, le qualità ci sono. Per me è fondamentale la loro disponibilità, sono curioso di questa partita che deve essere la prima partita di un nuovo percorso. E poi vedremo cosa migliorare o cosa aggiungere. Non abbiamo molto tempo, è una gara in più di metà campionato. Dobbiamo dimostrare di valere posizioni diverse”.

Da quale modulo ripartirà?
“Parto da ciò che conoscono i ragazzi, ho bisogno di creare questo gruppo e dare poche certezze. Ma non vorrei rispondere su questo. Ho idee precise e le ho date ai giocatori, oltre a principi tattici e comportamenti individuali. Voglio vederli all’opera”.

E’ il suo punto più alto?
“Ho grande entusiasmo, voglio dare una grande mano. Non posso essere il salvatore della patria in tre giorni, ma ci sono le condizioni per fare bene. Voglio costruire un gruppo che possa dare soddisfazioni: ma sono le azioni che fanno la differenza. Sono un martello, desidero fortemente raggiungere l’obiettivo”.

Come le piacerebbe essere definito?
“Non so se sono un grande motivatore, so che ho grande motivazione sul campo come nella vita. Quando faccio qualcosa, lo inizio al massimo: e trascinare gli altri è il mio obiettivo. Sfrutto le caratteristiche dei giocatori e plasmo i miei principi di gioco. Non ho parlato di cose in particolare, sono stati tre giorni intensi per conoscerci e di far capire che a me interessa al Toro. Chi ha gli atteggiamento giusti, è nel gruppo. E la partita diventa motivo di valutazione, poi ci sarà il tempo per fare tutto il resto”.

Come farà ad assistere meglio Belotti?
“Un giocatore come Andrea è importante, ma anche altri giocatori possono dargli una mano. Ho un’opinione eccellente su Verdi e Zaza, ho iniziato ad allenarli oggi e il mio obiettivo è far coesistere i migliori giocatori”.

Quali sono le corde giuste da toccare?
“Prima del risultato, c’è la prestazione. Ed è di squadra, dove c’è tutto ciò che ci porta al risultato. Nelle partite ci sono più errori che cose fatte bene: ma l’errore deve essere vissuto bene, con la convinzione di fare sempre meglio. Il concetto principe è ragionare come squadra e ognuno può fare un errore. Se uno perde palla, ce ne sono altri per evitare di subire gol”.

Nkoulou verrà recuperato?
“Mi preme la partita di domani e mi interessa questo, il nostro futuro è la partita di domani. Vedremo chi sarà a disposizione e avrà la possibilità di dimostrare ciò che ho chiesto. Mi aspetto entusiasmo e voglia di raggiungere ciò che vogliamo fare. Nkoulou vedremo nel tempo, dopo la partita parleremo per capire cosa serve. La prima regola è credere in chi fa parte del gruppo: se non ci sono gli atteggiamenti giusti, faremo altre valutazioni”.

Certi giovani possono trasformarsi in risorse? Ad esempio Edera, Segre e Buongiorno.
“Per me conta il gruppo, lo ripeto. Alcuni hanno giocato di più e meno, alcuni giovani stanno crescendo bene. Faremo scelte per domani, siamo nelle condizioni di dare una possibilità a tutti nel tempo. Serve dimostrare che con gli atteggiamenti e la voglia, così uno si dimostra parte integrante del gruppo. Si può essere importanti in 90 minuti ma anche in 5, su questo lavoreremo”.

Sul mercato
“Sono qua da tre giorni, la coerenza dice che un nuovo allenatore deve prima conoscere sul mercato. Non ho fatto nessuna richiesta, significherebbe dire che non credo in chi c’è. Domani gara importante: prima la partita, poi vediamo”.

udineseblog.it

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