“TUTTO IL MONDO E’ CONSOLABILE”. APPREZZATISSIMA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI POESIE DI ALESSANDRO DEL VECCHIO MANNA

Domenica pomeriggio di poesia presso il Circolo la  Fagianella, di Benevento dove è stato presentato il libro di Alessandro Del Vecchio Manna, Saint Malo, dal titolo “Tutto il mondo e’ consolabile – Poesie di vita, poesie d’amore”.

Un nutrito pubblico si è lasciato catturare dalle poesie dell’autore lette con enfasi da Daniela Stranges.

Di grande interesse l’ intenso colloquio tra la prof.ssa Maria Cristina Donnarumma e l’autore della pubblicazione Alessandro Del Vecchio Manna, peraltro, suo ex allievo, che ha riscosso uno strepitoso successo.

Le sensibililità e la leggiadria delle poesie hanno toccato il cuore dei presenti, con parallelismi evidenti con Neruda e Prevert.

La serata è stata presentata da Mariagiulia Romano, ed introdotta dai saluti di Biagio Prisco.

Favorevoli i commenti anche di professori e uomini di cultura presenti in occasione del momento culturale tutti meritati per l’autore beneventano Alessandro Del Vecchio Manna.


 

Presentazione introduttiva della professoressa

Maria Cristina Donnarumma

Stasera per me è speciale sia perché parleremo di poesia, e lo faccio raramente, sia perché mi sento circondata da tanti miei ex alunni, sia perchè incontriamo un giovane che di professione fa l’avvocato ma che dentro di sé ha una sensibilità apparentemente latente, ma che col tempo è diventata prorompente, tanto che ha deciso di trasferire a noi i suoi sentimenti, i suoi pensieri più reconditi. Questo giovane è stato un mio caro alunno nei tre anni di liceo e stasera invitandomi a dialogare con lui mi ha fatto un grande regalo e mi ha procurato una grande emozione.                                                                                                                                                                                                                              Appena Alessandro mi ha portato il suo libro ho letto le poesie tutte d’ un fiato, come se fossero pagine di un romanzo per carpirne l’essenza e coglierne il filo conduttore segnando a margine, come è mia abitudine quando leggo, quelle che più mi colpivano. Sin dall’ inizio ho colto che Alessandro ha affidato ai suoi versi il suo animo, le sue riflessioni, le sue speranze, le sue attese, i suoi pensieri, le sue delusioni e lo ha fatto con leggerezza, senza secondi fini, senza retro pensieri, ma con profondità, con grande eleganza e in libertà, quasi volesse aprire un dialogo e stabilire una condivisione con tutti quelli che si fossero avvicinati ai suoi versi.                                               Il titolo “Tutto il mondo è consolabile”, che è la parte finale della prima poesia del libro che recita: “Parlami. Nella tua voce tutto il mondo è consolabile”, si riferisce ad un tu indeterminato, a cui vuole lanciare un messaggio, esprimere il desiderio di voler dialogare per non sentirsi solo e attraverso la sua voce trovare le consolazioni e gli appagamenti della vita. Del resto di che cosa parlino le poesie di Alessandro si evince dal sottotitolo, trattano della vita e dell’amore in tutte le sfaccettature e soprattutto della poesia che è consolabile e tutti in essa possono trovare la giusta consolazione perché la sua è poesia come partecipazione integrale di anima e corpo che si insinua nel coinvolgimento e si materializza nei versi.                                                                                                                                                                Alessandro si definisce cronista dell’anima che rappresenta il perimetro in cui muoversi e per conservarla integra tra gli stimoli e le lusinghe del mondo bisogna essere sempre se stessi.                                                                                                                                                Alla poesia, dice il nostro Alessandro, non servono molte cose, bastano una penna, un foglio, uno smartpfone e sicuramente l’anima, il ginepraio da cui attingere a piene mani e afferma che si diventa poeta dovunque c’è una fonte d’ ispirazione, in qualunque luogo si ha la possibilità di pensare a qualcuno che ci sta a cuore e da cui si attingono le parole, infatti la poesia è la messaggera di sentimenti, di emozioni e non è elitaria, né è solo per gli intellettuali, la poesia è di tutti, non solo di chi scrive ma anche di chi ha voglia di leggere emozioni, provare sensazioni dimenticate o solo sopite ed evadere dolcemente dalla realtà.                                                                                               Alessandro è indubbiamente una persona sensibile, come ho detto, che ha nella fragilità il suo punto di forza e non gli interessa essere una persona determinata, carismatica e forte, infatti dice che è bene cedere, farsi invadere, farsi humus per accogliere l’altro e ricambiare.  Nel leggere le sue poesie, dunque, siamo colpiti dalla dolcezza, dalla leggiadria delle parole che sembrano sussurrate, confidenziali, intime, pronunciate sottovoce in modo che penetrano nel più profondo dell’animo del lettore rendendolo partecipe di sentimenti condivisibili, ma non facili da esprimere da parte di tutti. Le sue sono poesie tutte diverse ma legate tra loro da un unico filo conduttore: l’amore cantato in tutte le sfaccettature ma sempre con eleganza, romanticismo, galanteria, pudore oserei dire. Nell’ epoca in cui tutto è esposizione e rappresentatività Alessandro parla di culto della riservatezza, di bisogno di custodire le relazioni, le vite di coloro che ci sono vicini, afferma che deve valere l’essere non l’involucro.  Ci dice che sarebbe meraviglioso vivere sospesi, abbandonare la concretezza e la realtà e crogiolarsi nell’illusione, nel sogno che ci porta sempre più in alto, ma poiché siamo inseriti nella società diventa fondamentale chi ci tiene in equilibrio nella vita, che è fatta di discese e salite ed importante è scegliersi reciprocamente, coltivare l’amore, sentirsi leggeri nella morsa di un abbraccio, tuffarsi negli occhi dell’amata per scrutarla da vicino.                            Il nostro Alessandro ha bisogno di infrangere come fa il mare per ritrovare l’amata che guarda ad oltranza come si guarda la speranza e vivere la vita appieno per raggiungere la felicità col desiderio di vivere l’amore intensamente lontano da tutti e                                                                                                                                per cantarlo non c’è scuola perché l’amore è una lirica nel vento, è abbondanza e carestia. La condotta dell’amore esattamente è l’anarchia.

ARTICOLI CORRELATI