Ventotene, tra Storia e natura: un’esperienza di libertà

Ventotene non è solo un’isola ma un mondo compiuto.  Un punto in mezzo al mare, circondato dai delfini, che appare come un inaspettato approdo. Già all’arrivo senti che l’aria è diversa e sa di libertà, la stessa cercata e immaginata da coloro che in questa isola sono stati confinati in quanto antifascisti. Un viaggio di istruzione che ha fatto rivivere luoghi e storie eccellenti ai nostri ragazzi per i quali la libertà sia personale che di pensiero è un dato scontato e indiscutibile.

I docenti organizzatori, Umberto Ficociello, Mariagrazia Cotugno, Tina Cavuoto e Giuseppe Cecere dell’IIS “Galilei-Vetrone” di Benevento hanno scelto questo percorso all’interno del PCTO d’Istituto che ha visto coinvolte la classe 2°Q del Liceo STEM Quadriennale, le classi 3°e 4°A del Liceo Scientifico e la classe 3°A dell’I.T. Costruzioni, Ambiente e Territorio (ex Geometri). Appena sbarcati abbiamo incontrato i docenti e gli allievi dell’I. C. “Alighieri” ai quali i nostri studenti del I.T. C.A.T. hanno consegnato tre tavole con la rappresentazione grafica anche in B.I.M. del Carcere di Santo Stefano. Con una cerimonia semplice e sentita abbiamo lasciato il nostro segno sull’isola.

Tutte le persone che abbiamo incontrato manifestano un profondo amore per il posto in cui vivono e lavorano. La guida, il dott. Anthony Santilli, responsabile del “Centro di ricerca e documentazione sul confino politico e la detenzione – isole di Ventotene e Santo Stefano”, appassionata e competente che ci ha condotto lungo il percorso dei confinati, ha raccontato, con forza e senza enfasi ma in modo concreto e reale, la storia e gli episodi che hanno caratterizzato il vissuto dei tanti nomi illustri confinati a Ventotene.  Sandro Pertini, Camilla Ravera e Giuseppe Di Vittorio vi furono confinati dal fascismo ma anche Spinelli e Rossi che, in seguito ad un confronto di idee e spinti dal desiderio del cambiamento, hanno redatto il “Manifesto di Ventotene” nel 1941, base politica e programmatica di una Europa libera, unita, democratica e di pace che, anche se su basi differenti, si è poi realizzata qualche anno più tardi.

Nessun monumento o chiesa di particolare pregio artistico ma semplici luoghi: case, edifici, piazze in cui le speranze dei confinati antifascisti hanno lasciato un segno che non si cancella.

L’isola non è soltanto la storia dei confinati ma anche un interessante sito naturalistico, sede di flussi migratori di specie volatili che nel mese di aprile si riposano per qualche giorno durante il loro lungo viaggio dall’Africa all’Europa del Nord.  Spesso capita di incontrare birdwatchers che, armati di macchine fotografiche, cavalletti e teleobiettivi, cercano luoghi in cui è possibile osservare il passaggio di specie uniche. La guida naturalistica, partendo dall’origine vulcanica del posto, ci ha accompagnato alla scoperta delle piante e della vegetazione nate in seguito a ciò che sull’isola hanno portato il vento, gli uccelli e il mare, dando vita ad un ecosistema quanto mai vario e non assimilabile ad alcun altro luogo.

A Ventotene, per fortuna lontana dai flussi di massa, le persone che frequentano l’isola non sono i chiassosi villeggianti che cercano la “movida”, ma persone che vogliono ritrovare un rapporto più stretto con la natura: poche automobili (anche troppe per chi ci vive), pochi negozi, purtroppo anche pochi servizi (mancano di fatto i pediatri), ma c’è una libreria preziosa: “Ultima spiaggia”, premiata nel 2022 come libreria dell’anno. Mentre nelle nostre città le librerie chiudono o faticano a sopravvivere, questa che è tra le più tradizionali e non vende altro che libri di pregio, scelti accuratamente dal suo proprietario, non solo resiste ma si aggiudica anche un importante riconoscimento.

Questa visita, inserita in un più ampio percorso storico che è stato indagato da parte degli studenti con lo studio dei documenti nell’Archivio di Stato di Benevento sui confinati e sui perseguitati dal fascismo, ha lasciato nei nostri allievi uno spunto di riflessione profondo: nell’agosto del 1943 se ne andarono dall’isola gli ultimi confinati che hanno difeso, preservato e trasmesso le idee democratiche di libertà, uguaglianza e giustizia che i nostri studenti hanno respirato a Ventotene dal 21 al 23 aprile. Da ottanta anni le loro testimonianze orientano le nostre scelte di vita verso un’esistenza libera e ricca di ideali e valori sanciti dalla nostra Costituzione.

“Viva soddisfazione per la riuscita di un progetto articolato e fortemente educativo del senso civico  e della memoria condivisa, obiettivo tra i più importanti per il successo formativo dei nostri studenti”, questo il commento del Dirigente Scolastico Giovanni Marro.

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