Dopo anni di stallo e criticità, arriva una svolta attesa per la gestione dei rifiuti nella provincia di Benevento: è stata completata la rimozione delle ecoballe dall’impianto STIR di Casalduni, gravemente danneggiato dall’incendio del 2018. Con questo intervento si chiude una delle pagine più difficili per il ciclo integrato dei rifiuti nel Sannio.
Il traguardo è stato celebrato ufficialmente questa mattina durante una conferenza stampa alla Rocca dei Rettori, alla presenza del vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, e dei rappresentanti di Provincia, EDA, SAMTE e SAPNA – protagonisti, un anno fa, dell’intesa che ha avviato le operazioni di bonifica.
Non solo Casalduni: le attività di rimozione hanno riguardato anche il sito di Toppa Infuocata, nel territorio di Fragneto Monforte.
Ora lo STIR è pronto a cambiare volto. Al suo posto sorgerà una stazione di trasferenza: un nodo logistico cruciale per migliorare il trasporto dei rifiuti urbani verso gli impianti finali di trattamento. Un’infrastruttura che punta a tagliare costi, contenere le emissioni e dare finalmente efficienza a un sistema per anni penalizzato dalla carenza di impianti di prossimità.
Ma la trasformazione non si ferma qui. Il progetto complessivo, finanziato dalla Regione Campania, prevede anche la realizzazione di un impianto di trattamento anaerobico della frazione organica, con una capacità di 27.000 tonnellate annue.
In attesa che l’Ente d’Ambito individui il gestore definitivo del nuovo sistema, sarà la SAMTE – società in house della Provincia – a garantire la gestione operativa della struttura.
Un passo avanti concreto verso un sistema più moderno, sostenibile e autosufficiente per il trattamento dei rifiuti.























































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