Questa mattina il Coordinamento provinciale dell’associazione Libera di Benevento ha inteso commemorare in Questura, alla presenza di numerosi giovani, gli agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli.
Il Questore Giovanni Trabunella nel suo intervento, oltre a ricordare i poliziotti che hanno sacrificato nell’adempimento del dovere la loro vita in via D’Amelio, ha ricordato altri appartenenti alla Polizia di Stato, meno conosciuti ai giovani, che hanno perso la vita sul fronte antimafia e concludendo il suo intervento ha espresso gratitudine alle vittime di mafia che hanno insegnato, richiamando le parole del Giudice Borsellino, “la bellezza del fresco profumo della libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale e dell’indifferenza”.
Successivamente i giovani intervenuti all’evento hanno condiviso riflessioni e letture per poi deporre un omaggio floreale alla lapide dei caduti della Polizia di Stato.
Il Questore Giovanni Trabunella nel suo intervento, oltre a ricordare i poliziotti che hanno sacrificato nell’adempimento del dovere la loro vita in via D’Amelio, ha ricordato altri appartenenti alla Polizia di Stato, meno conosciuti ai giovani, che hanno perso la vita sul fronte antimafia e concludendo il suo intervento ha espresso gratitudine alle vittime di mafia che hanno insegnato, richiamando le parole del Giudice Borsellino, “la bellezza del fresco profumo della libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale e dell’indifferenza”.
Successivamente i giovani intervenuti all’evento hanno condiviso riflessioni e letture per poi deporre un omaggio floreale alla lapide dei caduti della Polizia di Stato.
“Riflessioni, letture, testimonianze a cura dei giovani di Libera Benevento e delle associazioni studentesche ed universitarie.
Una memoria alimentata dalla primavera e dalla freschezza dei giovani, che non fanno sconti alla politica, alle complicità ed alle responsabilità istituzionali sempre sorde al grido dell’antimafia sociale.
I ragazzi ancora una volta hanno sollecitato il riutilizzo del bene confiscato “ex cementificio Ciotta” con la speranza che non diventi una futura “marchetta” in occasione delle prossime elezioni regionali.
I giovani hanno gridato a gran voce che la memoria è una cosa seria e che non può essere strumentalizzata.
La memoria si onora nella quotidianità, con le scelte ed i comportamenti.
Solo così il sacrificio di chi ha pagato con la vita non sarà vano!!!














































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