Sensibilità, disponibilità, grande laboriosità, una voglia matta di lavorare, ma anche una certa compostezza hanno caratterizzato in questi anni la figura di Ciro Vigorito, opportunamente definito e considerato dal fratello Oreste e non solo, la vera anima della società e di tutto… Ma l’amministratore delegato e presidente del settore giovanile, fino all’altra sera, al di là degli apprezzamenti, della stima e della considerazione generale, in virtù di quello che è un ruolo quasi obbligato e legato alla complementarità con l’unico e trainante presidente Oreste, aveva tenuto sempre un atteggiamento di grandissima disponibilità, solidarietà ed affetto, ma con toni sempre in certi ambiti. Ieri sera, invece, pubblicamente e volutamente ha voluto sottolineare e pronunciare quattro parole che hanno commosso il foltissimo popolo di telespettatori di Breaksport e creato una nuova era "famiglia Vigorito-Sannio", se possibile ancora più forte. "Dopo tre anni e mezzo voglio dirvi che: sono uno di voi". Superfluo qualsiasi commento.
Lui l’uomo che martedì dopo poche ore dal drammatico ed imprevisto arresto di Oreste aveva mandato messaggi rassicuranti a tutti: autorità, tifosi, giocatori e dipendenti del Benevento, sulla continuazione dell’avventura con ambizioni, programmi e lungimiranza di sempre, ieri sera ha voluto raddoppiare, se possibile, l’impegno, l’affetto, la riconoscenza verso il popolo sannita. Al di là di momenti particolari ed altro. Come a dire siamo con voi, interpretando i sentimenti del fratello Oreste con il quale era stato in viaggio da Avellino alla casa di Posillipo a Napoli, scambiandosi sensazioni, emozioni, considerazioni. Come quella dello stesso massimo dirigente che ha candidamente confessato al suo fratello maggiore che quando domenica pomeriggio dalla stanza della casa circondariale insieme a Ferdinando Renzulli si è sintonizzato su Tv7 ha provato una forte emozione a vedere il S. Colomba, la squadra scendere in campo, il fratello andare in panchina tra applausi e cori per i Vigorito di tutto lo stadio, le due figlie Valentina e Rosanna al loro posto in tribuna… Questa è una vera storia di amore corrisposto… Un amore popolare, genuino, spontaneo, anche in terza categoria.
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