Fummo prudenti perché diversamente potevamo essere accusati di aver dei preconcetti verso il D.G. appena nominato. L’osservazione di oggi conferma quella di ieri. Intanto manager ospedaliero non ci si improvvisa e poi governare la sanità è compito complesso. Certo, di fronte a Costantino Africano, tanto di cappello ma quando questi non c’è, è meglio affidarsi a scelte “endogene”, poiché almeno è conosciuto il territorio e l’ambito nel quale si va ad assumere responsabilità di gestione. Poi, nell’incarico assunto bisogna crederci e dedicarsi ad esso a tempo pieno e non part-time come nel caso dell’attuale D.G. Dopo un anno va fatto il punto su una questione che per tutti i cittadini è primaria: la certezza del vedersi garantito un servizio efficace. E’ vero che la parola d’ordine dell’Assessore Montemarano, per la sola Azienda Rummo è: “risparmiare”. Ci viene detto che l’attuale D.G. appartenga ad una ben determinata area politica. Non lo crediamo. Più certo è che si tratta di persona da sempre assai vicino all’attuale Assessore alla Sanità. Questo particolare poteva costituire, per certi versi, un vantaggio per il Sannio, ma i fatti stanno dimostrando che la nostra Azienda sta arretrando anche nei confronti di quelle del napoletano e dell’ irpinia, anche in considerazione di quanto emerge dal nuovo piano ospedaliero di recente approvato in sede regionale. I fatti allora ci dicono che:a) Gli ambulatori all’interno dell’Azienda non funzionano più a regime ed è intendimento andare alla loro chiusura in tempi assai rapidi;b) I tempi di attesa per prestazioni ambulatoriali si sono allungati e per taluni esami si parla di aspettare mesi;c) Nelle diverse Unità Operative ed in particolare nelle camere operatorie vi è carenza di materiale medicale di ogni tipo;d) Le camere operatorie, a causa della loro inadeguatezza, verranno chiuse per un tempo imprecisato con disagi che ovviamente peseranno sugli utenti;e) Nell’Unità Operativa di Radiologia, fatto inusitato, le pellicole radiografiche non vengono più stampate per carenza delle stesse con evidenti svantaggi e conseguenze;f) Dopo dieci mesi i ricoveri presso l’Azienda Rummo sono diminuiti del 15%.Intanto riprende “l’itinerario” verso altre Regioni (Molise) ed altre strutture sanitarie (zona Avellinese) oltre i viaggi della “speranza” in Regioni più lontane. Questi elementi ed altri, su cui evitiamo oggi di soffermarci creano malessere tra i dipendenti e sconcerto nella pubblica opinione. In questa situazione, molti operatori vengono messi nella condizione di non esprimersi al meglio e si tratta di dipendenti che si sono sempre distinti per la loro professionalità e per la passione che quotidianamente mettono nel loro lavoro. L’invito allora è ad aprire, a tutti i livelli, una attenta verifica sulla conduzione del Rummo, una questione che non è solo dei Socialisti, di questo o l’atro schieramento, per giungere a momenti di elevata partecipazione e confronto democratico tra tutti quelli che hanno interesse, gli utenti in primo luogo, a livelli di assistenza adeguati che si impongono in ogni comunità.






































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