Questa sentenza vale anche quale giusto riconoscimento all’audacia di quanti, tenacemente, hanno saputo e voluto proseguire nella costruzione di un percorso amministrativo, complesso e articolato, che ha coinvolto anche Regione e Soprintendenza, oltre che architetti di valore internazionale, e che ha portato fino all’appalto dei lavori che dovevano riqualificare l’area nodale di piazza Duomo.Questa sentenza vale anche per mettere a nudo la volontà e l’obiettivo di quanti hanno inteso costruire un percorso politico, ponendo come vessillo della loro propaganda elettorale la “questione morale” di piazza Duomo.Questa sentenza costituirà la chiave di lettura della volontà, capacità e qualità progettuale e realizzativa di una compagine politica oggi di governo, divenuta tale anche per l’efficace utilizzo strumentale della denuncia giudiziaria. Trentuno famiglie per anni hanno dovuto sopportare il carico della menzogna e il disagio delle cronache giudiziarie: il tempo, però, non passa e non passerà invano per ristabilire il valore della verità.E’ mio dovere ringraziare l’intero collegio di difesa, composto da autorevoli professionisti, per la dedizione e la passione che ha caratterizzato il loro impegno di lavoro.






































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