E’ quanto sostiene Costantino Boffa (Ulivo), componente della Commissione parlamentare Trasporti. “Pur essendo convinto che sia Prodi sia Bassolino, stiano lavorando per lo sviluppo e la modernizzazione del sistema della mobilità del nostro Paese, in particolare del Mezzogiorno – dice Boffa – ritengo inappropriati alcuni termini di questa discussione, nel merito della quale, vorrei sottolineare i limiti intrinseci di un confronto scaturito dall’analisi dei dati relativi ai soli interventi del Primo Programma di Infrastrutture Strategiche deliberati dal Cipe”. “E’ una direttiva, quella di Prodi, ‘burocratica’ e persino ovvia nel precisare che occorre cantierare solo le opere già approvate dal Cipe e, quindi, dotate di copertura finanziaria – prosegue – Una strategia di sviluppo non si imposta con una logica burocratica, perciò la direttiva è amministrativamente corretta, ma politicamente sbagliata. E bene ha fatto Bassolino a sollevare il problema”. “Tuttavia – continua – occorre evitare equivoci: la legge obiettivo rappresenta solo una delle fonti di finanziamento delle opere infrastrutturali prioritarie del Paese, insieme al Fas ai Programmi Operativi Regionali e Nazionali, ai fondi della Finanziaria per Anas e Ferrovie”. “Pertanto occorre evitare di trarre conclusioni affrettate riguardo alla sorte di alcune opere fondamentali come, ad esempio, il Tac ad Alta Capacità Napoli-Bari – ha sottolineato – A Caserta il Governo ha inserito quest’opera fra quelle prioritarie per il Mezzogiorno. La Napoli-Bari, in parte già finanziata, deve trovare l’ulteriore copertura finanziaria non solo con la Legge Obiettivo, ma con le risorse destinate al Mezzogiorno da altre fonti finanziarie”. “Il problema di fondo rimane – conclude – io stesso ho presentato in Commissione Trasporti una risoluzione con la quale chiedo una rimodulazione degli obiettivi contenuti nel documento Priorità Infrastrutturali presentato dal ministro Di Pietro”




































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