Ci sono luoghi che si visitano e luoghi che, invece, ti attraversano, entrando lentamente negli occhi, nella pelle e nel sangue fino a occupare ogni spazio del pensiero. È con questo spirito di profonda e dolorosa consapevolezza che una delegazione dell’I.I.S. “Alberti-Virgilio” di Benevento ha intrapreso un intenso viaggio di quattro giorni verso il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Questa straordinaria esperienza è stata resa possibile grazie alla partecipazione dell’istituto all’Avviso Pubblico promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania. L’I.I.S. “Alberti-Virgilio” è stato, infatti, selezionato tra le scuole statali beneficiarie delle risorse previste dal “Fondo per promuovere i viaggi nella memoria ai campi di concentramento nazisti”.
La candidatura, curata con dedizione dalla docente referente del progetto, prof.ssa Evelina Pignatiello, ha rappresentato un’occasione preziosissima per offrire a dieci studenti un’opportunità formativa di altissimo spessore, superando anche le barriere e le difficoltà logistiche ed economiche che spesso limitano tali esperienze.
Il gruppo, guidato sul campo dalla Dirigente Scolastica, prof.ssa Silvia Vinciguerra e dalle docenti Evelina Pignatiello, Anna Rita Zagarese e Angela Ilenia Adamo, ha vissuto quattro giorni di fortissimo impatto emotivo e intellettuale.
Il progetto non si esaurisce nella pur fondamentale esperienza del viaggio, ma guarda già al futuro. I dieci studenti che hanno partecipato al percorso sono oggi testimoni della memoria, chiamati a custodire e raccontare quanto vissuto. A partire dal prossimo anno scolastico, inoltre, assumeranno anche il ruolo di formatori, condividendo la loro esperienza con i compagni e contribuendo alla sensibilizzazione delle nuove generazioni nell’ambito del prosieguo del progetto.
L’idea portante è quella di raccontare il luogo simbolo del male assoluto — le “fabbriche di morte” — declinandolo secondo le specificità e i diversi linguaggi di ciascun indirizzo di studio dell’istituto. Gli sguardi dei ragazzi confluiranno in restituzioni concrete e diversificate: dalle letture teatralizzate dei licei classico e scientifico alle rielaborazioni creative del liceo artistico, passando per le analisi storiche, economiche, digitali e sportive degli istituti tecnici del turismo, dell’AFM e del chimico. Un unico prodotto finale multimediale e interdisciplinare in cui il pluralismo culturale e la valorizzazione delle differenze diventeranno elementi di coesione e scambio.
Il percorso si è mosso a partire da una profonda necessità di pensiero critico. Come scriveva Hannah Arendt ne La banalità del male, la totale lontananza dalla realtà e la mancanza di idee possono essere molto più pericolose di tutti gli istinti malvagi innati nell’uomo. Di fronte alla tristemente nota scritta “Arbeit macht frei”, la scuola ha voluto spingere i ragazzi a ripensare alla funzione del lavoro e dello studio come strumenti di libertà, emancipazione e conoscenza critica del reale.
“Auschwitz-Birkenau è forse il più grande cimitero della coscienza umana,” spiegano i docenti dell’istituto. “Un luogo davanti al quale ogni spiegazione si spezza e in cui il silenzio immenso non è pace, ma una domanda assordante che ci chiede perché?“. Richiamando il monito kantiano del Sapere aude — il coraggio di usare criticamente la propria ragione — l’I.I.S. “Alberti-Virgilio” ribadisce il ruolo della scuola come il più grande presidio di pace, di solidarietà e di incontro con l’Altro.
I dieci studenti tornano da questa esperienza con un bagaglio pesante, ma necessario: la promessa silenziosa di ricordare sempre, affinché il dolore del passato non sia soltanto storia, ma memoria viva capace di parlare alle generazioni che verranno.














































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