“E’ doveroso portare a conoscenza che, oltre all’azienda speciale ABC del Comune di Napoli e pochi altri Comuni che hanno dato seguito alla volontà sovrana esercitata dai cittadini con il referendum ed hanno reso l’acqua nuovamente pubblica, esiste anche l’azienda speciale Asea che gestisce le acque della Diga di Campolattaro (l’invaso più grande della Regione Campania). Lo scrive il il Presidente dell’Asea Giovanni Mastrocinque replicando a quanto riportato dal Comitato sannita 2Acqua Bene comune.
Come è ben noto nell’anno 2014 è stato concretizzato dalla Provincia di Benevento la trasformazione dell’Agenzia Asea spa in Azienda Speciale.
Questa volontà nacque dalla consapevolezza che il consolidato affidamento dell’intera gestione dell’invaso di Campolattaro all’Asea, racchiudeva la responsabilità di una gestione di un BENE COMUNE: L’ ACQUA.
Tale gestione va collocata fuori commercio perché appartiene a tutti e non può in nessun caso essere privatizzata, così come da esiti referendari del 12 e 13 giugno 2011.
In coerenza con questa premessa, l’Asea chiamata a governare il BENE COMUNE ACQUA con la gestione dell’Invaso Diga di Campolattaro, è tutt’oggi responsabile, attraverso una futura e buona pratica di democrazia partecipata dal basso, di difendere il BENE COMUNE.
La Provincia (socio unico) dell’ASEA azienda speciale, continua a sostenere che il sistema di gestione del servizio idrico, non deve tener conto del modello di gestione mediante affidamento a soggetto giuridico privato nella forma di spa a totale capitale pubblico con unico azionista, ma resta fermo l’obiettivo della gestione pubblico-partecipata, mediante affidamento ad un solo soggetto giuridico di diritto pubblico.
Oggi l’Asea azienda speciale, risulta lo strumento più idoneo, per la gestione della Diga di Campolattaro , inteso come “bene comune” di appartenenza collettiva.
L’Asea continua il Presidente Mastrocinque, avendo l’obbligo di perseguire il pareggio di bilancio, diversamente dalla società per azioni, anche a totale capitale pubblico, non ha scopo di lucro ed è soggetta ad un controllo, da parte dell’ente locale, assai più incisivo di quello “analogo” previsto attualmente per le società in house, perché i suoi atti fondamentali (piano-programma, comprendente il contratto di servizio, bilanci economici di previsione pluriennale ed annuale, conto consuntivo e bilancio di esercizio) devono necessariamente essere approvati dall’ente locale e può prevedere, nel suo bilancio, la copertura di costi sociali e, nella sua gestione, il perseguimento di finalità sociali.







































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