SICUREZZA E RESPONSABILITA’ SUL POSTO DI LAVORO. INTERVENTO DI DE SENA

Apprendiamo con sgomento la notizia del rappresentante sindacale rimasto ucciso durante la manifestazione di oggi 18/06/2021. Il morire sul posto di lavoro o nella rivendicazione di migliori condizioni salariali o di sicurezza è semplicemente inammissibile. Purtroppo lo scenario dei rapporti di lavoro sembra essere sempre più a sfavore dei lavoratori che in questi anni hanno visto diminuire man mano le garanzie che duramente erano state conquistate dalle generazioni precedenti. Lo scrive Domenico De Sena della CONFEDERAZIONE AUTONOMA ITALIANA DEL LAVORO.

Questo è causato senz’altro dal generale imbarbarimento della nostra società che, senza voler scadere nel complottismo, ci vuole sempre più automi consumatori piuttosto che esseri pensanti, con buona pace dell’istruzione pubblica.
E, in quanto automi consumatori, pochi diritti abbiamo oltre quello di nutrirci per poter tornare in fabbrica o alla cassa del supermercato o alla scrivania o alla guida di un autobus o in un aula affollata o in ospedale a prestare la nostra opera.

La liberalizzazione degli appalti, i rinnovi di CCNL farsa, la diffusissima pratica del lavoro a scacchi, i contratti stagionali da fame, quanti esempi si possono citare di quelle condizioni disumane di lavoro, qui nella nostra Italia fiera di essere nel G7, che portano all’esasperazione i lavoratori al punto tale da preferire rinunciare a ore di retribuzione, perché, è bene ricordarlo, chi sciopera non viene pagato, per rivendicare sicurezza sul lavoro e retribuzioni dignitose.

La responsabilità oggettiva della morte di Adil Belakhdim è dei suoi datori di lavoro e di tutti i datori di lavoro che scaricano sui lavoratori gli sconti che applicano ai loro clienti. Clienti che non sono altro che lavoratori sui quali vengono scaricati i costi di altri datori di lavoro che applicano contratti capestro e così via in una spirale che ha fine nella sua origine.

Non è, però, da trascurare la responsabilità del Governo e dello stesso Parlamento che non è in grado di salvaguardare i cittadini che producono la ricchezza del nostro paese con le loro proprie mani, a tutto vantaggio vuoi della multinazionale di turno vuoi di imprenditori che si arricchiscono a danno della sicurezza, come non ricordare il crollo del Ponte Morandi e la farsa della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia trasformatasi in affare per la proprietà?

 

Domenico De Sena per la Segreteria Nazionale CONFEDERAZIONE AUTONOMA ITALIANA DEL LAVORO

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