In verità anch’io faccio dell’ironia sul termine “animatore”: non saprei se considerarmi come uno di quei giovani intrattenitori di villaggi turistici o come un paramedico addetto alla bombola d’ossigeno in un’autoambulanza. A prescindere dalla denominazione dell’incarico, che peraltro non ho ancora formalmente accettato ma che mi accingo ormai ad assumere, viste le stimolanti valutazioni di Viespoli e dei suoi camerati, non dubiti il vivace senatore sannita, non ho mai pensato che il PRUSST meriti di essere ricoverato in sala di rianimazione. Peraltro non mi sono mai pentito di aver apprezzato l’invenzione del PRUSST fatta a suo tempo dal sindaco Viespoli, né credo che in questa fase del programma il problema sia di andare a misurare la validità delle attività finora svolte né quello di individuare il motivo e la metodologia della scelta di tante decine di persone, dal piano tecnico – scientifico a quelli amministrativi ed esecutivi, che sono state chiamate finora ad operare dentro ed intorno al PRUSST. A mio parere, a questo punto, è necessario esaminare con oggettività tutto quello che è stato fatto che, sempre a mio parere, è meritevole di grande apprezzamento; e quindi programmare la fase conclusiva, contestualmente all’allestimento di qualche nuova idea progettuale da inserire nel PSR 2007 – 2013. Il PRUSST è ormai un collaudato strumento di sperimentazione e progettualità, utile al territorio sannita, che pone la città capoluogo in un interessante ruolo trainante. E credo che su questo tipo di percorso convenga innanzitutto il sen. Viespoli, al quale voglio dire che, per quanto mi riguarda, non accetterò l’offerta del sindaco per fare, anche io, qualche assunzione clientelare. “Assunzione clientelare”, così si diceva all’epoca della DC. Oggi che non c’è più la DC non so come le chiamino quelli di AN. Il simpatico senatore, forse preso dalla sua innata vis polemica (da vecchia fiamma tricolore…) afferma che, data la mia età, io più che animare “dovrei essere rianimato”. Lui è molto più giovane di me e… con quella bocca può dire ciò che vuole; ma io, con immutata amicizia, se mi consente di considerarmi un suo amico, gli vorrei augurare di trovare, anch’egli, tra vent’anni, un sindaco Pepe che lo chiami ad un ruolo propositivo e di animazione.30 Agosto 2007 Roberto Costanzo






































ARTICOLI CORRELATI