Anziché criticare la CENA IN BIANCO, nel 2024 io mi preoccuperei più del fatto che ogni sette anni continui a ripetersi il RITO DEI BATTENTI, come se fossimo nel Medioevo.
Lo scrive in un post sulla sua pagina social la consigliera comunale Mara Franzese – presidente della Commissione Cultura a Palazzo Mosti.
Iniziamo ad amare un po’ di più la vita che ci è stata data, perché a volte il petto ce lo trafiggiamo comunque senza ragione.
Avere FEDE è un’altra cosa. Piuttosto, credo sia dovuto ricordare a chi si professa Cattolico, che tra i concetti fondamentali c’è l’amore verso il prossimo; e che, secondo il catechismo, TUTTI GLI UOMINI SONO UGUALI: HANNO LA STESSA NATURA E LA STESSA ORIGINE. E allora smettiamo di professarci credenti se non ragioniamo in virtù di questo principio fondante. Perché altrimenti potremo anche indossare pubblicamente il cilicio, ma intimamente resteremo marci e quelle spine dentro non ce le toglierà nessuno – Conclude Maria Franzese.
Aggiornamento:
“Siccome da alcuni commenti all’ultimo post, percepisco che è stato frainteso il senso delle mie parole, cui è stata probabilmente data una immeritata risonanza, mi preme sottolineare qui che, naturalmente, l’intento non era di certo quello di paragonare la Cena in Bianco di Benevento ai riti settennali di Guardia Sanframondi, per i quali, pur non condividendone la visione, porto il rispetto che meritano, in quanto espressione di Fede, Cultura e Tradizione. Il proposito voleva essere, meramente, quello di esprimere il mio modo di vivere la Fede e di essere Cattolica, quale mi professo, per i valori profondi che la mia famiglia e, soprattutto, mio nonno, mi hanno trasmesso”.







































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