Prima le fiamme hanno bruciato le sterpaglie che costeggiano i binari delle Ferrovie dello Stato, al confine con l’azienda, poi l’acqua del violento nubifragio che ha mandato in tilt le fognature facendo allagare nuovamente lo stabilimento: sono i motivi che hanno spinto il titolare dell’azienda ‘Agrisemi Minicozzi’ di Benevento (una delle aziende distrutte dall’alluvione nove mesi fa), Antonio Minicozzi, a lanciare un sos alle Ferrovie dello Stato, al Consorzio Asi, al Comune di Benevento, al Prefetto di Benevento, al Commissario delegato all’emergenza alluvionale Giuseppe Grimaldi “affinché mettano in sicurezza la nostra azienda”. “A nove mesi dall’alluvione – scrive Minicozzi – abbiamo messo in piedi l’azienda con le nostre forze, con un duro lavoro e sacrifici. Ora tornano i problemi, prima le fiamme poi le fognature”. Di qui l’azione legale dell’imprenditore che ha messo in mora le autorità preposte confermando che la zona è a rischio e che ”io come amministratore non mi assumo nessuna responsabilità sia per la sicurezza aziendale e sia per quella del personale”. “Ho ricevuto ancora altri danni – continua Minicozzi – ed ora mi chiedo: è possibile fare impresa in queste zone dove nessuno ti sta a sentire per mettere a sicurezza il proprio posto di lavoro, sia il mio che quello dei miei dipendenti, tutelando così un raccolto di semi di cereali che sviluppo in tutto il Sud con la partecipazione di circa 5mila aziende agricole?”. “Tutto quello che accade è solamente una vergogna”, conclude l’imprenditore.






































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