Apprendiamo dalla stampa l’imminente introduzione del divieto di transito per le biciclette sul corso Garibaldi. Siamo totalmente d’accordo con quanti lamentano il pericolo e il fastidio per il passaggio spesso fulmineo e spericolato di alcuni ciclisti, spinti quasi sempre da pedalata assistita. Vogliamo però evidenziare che il divieto è prescritto già dall’art.182 del codice della strada, con tanto di sanzione, quando i ciclisti sono di intralcio o pericolo per i pedoni. La questione pertanto non è creare nuove norme, cartelli o annunci ma applicare il codice verso coloro – ciclisti, ma anche automobilisti e pedoni – che regolarmente lo infrangono.
Apporre un divieto generale di transito sulla principale arteria della città, in qualsiasi ora, significherebbe far desistere coloro che, sempre più numerosi, lasciano l’auto a casa per fare commesse, recarsi al lavoro o a scuola in bicicletta. Sarebbe dunque un segnale molto negativo per la città e per la mobilità sostenibile di cui la città avrebbe tanto bisogno, visti i livelli di traffico e inquinamento atmosferico.







































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