L’Unione Giuristi Cattolici di Benevento sul caso della prima eutanasia praticata su un minorenne in Belgio

L’Unione Giuristi Cattolici di Benevento (UGCI), presieduta da Paolo Palumbo, si associa al coro di autorevoli voci che in questi giorni si stanno alzando con grande preoccupazione su quanto è successo in Belgio, dove è stata praticata la prima eutanasia su un minorenne. La legge belga sull’eutanasia del 2002 è stata riformata nel 2014 per includere anche l’accesso all’eutanasia di minori una volta acquisito il placet dei genitori e del medico curante. I giuristi cattolici non solo condividono pienamente, dal punto di vista etico, le affermazioni del cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, che si è detto addolorato da tale vicenda, ricordando che “la vita è sacra e deve essere accolta, sempre, anche quando questo richiede un grande impegno” ma, nello stesso tempo, da un punto di vista giuridico, non possono non criticare il sistema delineato dalla legge belga che tradisce totalmente il principio cardine invocato quale elemento legittimante l’eutanasia, cioè il principio di autonomia; un minore non è in grado di comprendere pienamente la gravità della propria malattia, meno ancora cosa comporti l’eutanasia che, in questo caso, è applicata su richiesta dei genitori, quindi secondo una logica di eteronomia e non di autonomia. L’Unione di Benevento, fa proprie le parole di un grande giurista e filosofo, già Presidente nazionale dell’UGCI, Sergio Cotta, il quale ha significativamente osservato: «Il diritto non può violare il principio della inviolabilità dell’innocente senza negare la propria essenza di regola giusta per trasformarsi in violenza. Là dove per legge (in questo caso, davvero, atto di pura “volontà politica”, come si usa dire oggi) diventa lecito uccidere un innocente, s’instaura infatti l’arbitrio, ossia la licenza di compiere o di non compiere a proprio piacimento un atto dannoso per altri».

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