Matteo Della Morte, titolare nel pokerissimo alla Salernitana, si dice soddisfatto della prestazione sia personale che della squadra. Racconta di aver intuito già alla vigilia che sarebbe partito dal 1’, grazie al lavoro tattico svolto su più moduli in settimana. Commenta il 3-1 sul finire del primo tempo, spiegando come Capomaggio abbia deviato il suo tiro ma sottolineando che ciò che conta è aver indirizzato la partita. Esalta la forza del Benevento, capace di dare un segnale importante al campionato con un successo netto e meritato. Ribadisce l’importanza del sacrificio degli attaccanti nel 4-2-3-1 e dell’umiltà collettiva. Parla anche della sana competizione offensiva e fissa l’obiettivo immediato: invertire il trend negativo in trasferta, a partire dal derby contro la Cavese.
Titolarità e preparazione tattica
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Lavoro su più moduli durante la settimana.
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Avvertiva già dalla vigilia che avrebbe giocato.
Sul “suo” gol del 3-1
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Capomaggio l’ha toccata prima che calciasse.
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Per lui conta solo che la palla sia entrata e abbia pesato sul match.
Forza e identità della squadra
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Successo meritato e messaggio forte al campionato.
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“Siamo consapevoli di chi siamo e di ciò che possiamo fare.”
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Pensiero già rivolto alla prossima gara: non adagiarsi.
Sacrificio degli attaccanti
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Nel modulo offensivo servono corsa e ripiegamenti continui.
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Il Benevento si diverte con la palla, ma dà tutto anche senza.
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Il lavoro sporco è determinante per l’equilibrio.
Concorrenza come stimolo
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Competizione sana come al Vicenza.
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L’importante è lavorare per il risultato collettivo.
Trasferta contro la Cavese
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Priorità assoluta: invertire il trend negativo fuori casa.
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Atteggiamento decisivo per superare gare più “sporche”.







































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