SANDRA LONARDO, IL MIO UN ESILIO CHE NON CAPISCO

Nonostante questa angosciosa amarezza, facendo forza su me stessa, voglio continuare a credere nella giustizia. Tutto questo lo farò, pur nella incredibile sofferenza di una innocenza che posso solo proclamare davanti a voi, e che con i miei avvocati sono certa di poter dimostrare nelle sedi giudiziarie”. “Io non sono una persona speciale – ha continuato Sandra Lonardo – che chiede privilegi o trattamenti particolari: sono una persona che, come tante altre, oggi ritiene di aver subito un’altra umiliazione incredibile e immeritata. Andrò avanti, chiedendo a voi di sostenermi, come io sosterrò quanti si trovano e si troveranno nelle mie stesse condizioni”. La Lonardo ha ringraziato tutti quanti le sono stati vicini in questi giorni soprattutto coloro che “vedono in questa mia vicenda un dramma inspiegabile e che potrebbe essere vissuto anche da loro”. Ha ringraziato inoltre la famiglia e gli emigranti ed ha concluso dicendo: “Con la morte nel cuore, ma con la tenacia tipica delle donne, andrò avanti, fino in fondo, nel rispetto delle regole. Dal mio confino, partirà un grido di libertà”. Prima di rientrare a casa il presidente del Consiglio regionale campano ha salutato uno per uno con baci e abbracci gli amici che per ore l’hanno attesa fuori dalla sua villa.(ANSA).

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