L’INVITO DI AVS BENEVENTO A PARTECIPARE AL VOTO E A ESPRIMERSI PER IL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA.

È stata una manifestazione partecipata quella organizzata il 16 marzo da Alleanza Verdi e Sinistra di Benevento, con il contributo di associazioni del territorio, per affermare le ragioni del NO al tentativo della politica di esercitare un controllo sulla Magistratura, attraverso il referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo.

Dopo i saluti di Angelo Bosco, coordinatore del Comitato di Benevento per il NO, sono intervenuti Teresa Simeone, vicepresidente ANPI provinciale, Antonio Bruno Romano, avvocato penalista, Maria Teresa Vallefuoco, avvocata, componente dell’Associazione Giuristi Democratici, e Luciano Valle, segretario generale della CGIL di Benevento. Ha concluso Tonino Scala, segretario regionale di Sinistra Italiana Campania. L’incontro è stato moderato da Anna Maria Mollica, segretaria di Sinistra Italiana Benevento.

Nel corso degli interventi sono stati approfonditi i principali aspetti della riforma Nordio ed è stato rivolto l’appello, a pochi giorni dal voto, a esprimersi per il NO al referendum, che interviene su sette articoli della Costituzione. Una Costituzione nata dalla lotta di chi ha combattuto contro il fascismo per garantire democrazia e libertà.

È stato condiviso come la riforma rischi di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, indebolendo il ruolo della Magistratura. Dietro i tecnicismi giuridici dei quesiti referendari si intravede, infatti, il tentativo di condizionare l’amministrazione della giustizia. In questa direzione vengono richiamati anche interventi recenti, come la depenalizzazione dell’abuso d’ufficio e la riduzione di alcune funzioni di controllo sulla spesa pubblica.

È stato, inoltre, evidenziato come il referendum non incida sui principali problemi della giustizia italiana, quali ad esempio la durata dei processi civili e penali o la carenza di organico nei tribunali.

Tra i punti più discussi, la separazione delle carriere dei magistrati: una misura ritenuta non necessaria, anche alla luce dei dati che mostrano come una parte significativa dei processi si concluda con decisioni diverse dalle richieste dei pubblici ministeri. È stato ricordato, inoltre, che il passaggio tra funzioni è già limitato dalla normativa vigente e avviene in percentuali molto basse.

Criticità sono state sollevate anche rispetto alla previsione di due distinti Consigli superiori della magistratura e all’istituzione di un’Alta Corte disciplinare, ritenuta problematica sotto il profilo delle garanzie costituzionali.

In conclusione, è stato ribadito l’invito a partecipare al voto e a esprimersi per il NO.

È fondamentale ricordare che trattandosi di referendum confermativo, non è previsto il quorum: ogni voto può risultare determinante.

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