TV7 SOS. STORIA e CULTURA LUNGO L’EX S. S. 88. PETIZIONE PER RISTRUTTURARE ASSE STRADALE BENEVENTO-AVELLINO

A quasi un secolo dalla sua istituzione le Associazioni del territorio   pongono alle Autorità competenti il tema della rivisitazione storica di un asse viario cruciale per la Campania interna

Due Associazioni del Comune di S. Angelo a Cupolo, con sede in Bagnara e che organizzano frequentemente eventi e manifestazioni di intrattenimento, come Agorà e Camminando, camminando, insieme ai residenti nei comuni viciniori di Chianche ed Altavilla Irpina hanno predisposto una petizione rivolta ai Presidenti delle due Province di Avellino e Benevento, affinchè si utilizzi l’ultima possibilità che offre il PNRR per ristrutturare l’asse viario che da Avellino porta a Benevento, lungo la sponda destra del fiume Sabato.

          Nei mesi di febbraio e marzo appena decorsi, infatti, le due Associazioni hanno organizzato varie riunioni e la sottoscrizione della petizione che è stata inviata ai due più alti rappresentanti delle Province della Campania interna perché congiuntamente assumano in merito ogni opportuna determinazione. La richiesta è stata fatta pervenire anche ai Sindaci dei Comuni più direttamente interessati.

          La ex strada statale 88, per gran parte denominata Via dei Due Principati, è la strada più antica della Campania interna; tra un anno ricorrerà un secolo dalla sua istituzione ed è storicamente simbolo dell’unità d’Italia. Nel tratto Avellino-Salerno essa è stata regionalizzata, conservando una moderna ed agile percorribilità e consentendo per così come è strutturata l’agevole raggiungimento del mar Tirreno da parte degli Irpini; la stessa strada è stata, invece, provincializzata in buona parte del tratto Benevento-Avellino con il consenso dei Comuni interessati. Circa dieci anni or sono la Provincia di Avellino fece apporre lungo i chilometri del suo territorio delle targhe ben visibili da tutti gli utenti con le quali ricordava il valore storico della strada dei Due Principati; si ignora perché ebbero pochi anni di vita!

        In ampia sintesi, nel dopoguerra tutto l’asse viario che da Pontelandolfo conduceva alla costiera amalfitana costituiva la regione dei Due Principati e comprendeva le province di Benevento, Avellino e Salerno, prima della formalizzazione, poco dopo l’entrata in vigore della Costituzione, della Regione Campania, tra le più grandi d’Italia. Il territorio era suddiviso, come ricordano i sottoscrittori della petizione, tra il Principato Citra (ovvero Citeriore) ed il Principato Ultra (ovvero Ulteriore). Nel 1287 Carlo d’Angiò, che aveva sconfitto il figlio di Federico di Svevia a Benevento, decise di dimensionare i vari territori assegnati dai Normanni ai cosiddetti giustizieri, funzionari che rappresentavano l’autorità regia e che la esercitavano soprattutto per funzioni giustiziali. Nacquero così il Giustizierato citra serras Montorii, che comprendeva una piccola parte dell’attuale provincia di Avellino e la maggior parte della provincia di Salerno fino al mare, e quello ultra serras Montorii che includeva gran parte della provincia di Avellino, parte di quella di Benevento e parte delle province di Foggia e di Potenza; buona parte della provincia di Benevento rimaneva nello Stato pontificio.

         Identica denominazione era allora utilizzata per le suddivisioni dei territori in Abruzzo, in Calabria ed in Sicilia.

          Intorno alle località attraversate dal predetto  asse viario si sviluppano da tempo circoli formativi, associazioni consortili, proloco, che vedono in Altavilla Irpina un fecondo centro culturale, come è emerso anche nel riuscito convegno svoltosi alcuni mesi or sono presso il noto Palazzo De Capua, nel quale sono state finemente illustrate le relative figure dei due Federico della sua storia, entrambi esponenti di primo piano del Risorgimento italiano: il primo, Villani, protagonista della costruzione risorgimentale, il secondo, Capone, autorevole esponente del parlamento unitario. Il convegno delineava la comune prospettiva di un parco letterario!

          L’incantevole canyon, detto Stretto di Barba, che prende nome dalla piccola, estrema frazione del Comune di Ceppaloni, è il luogo dove dal Medioevo in poi è coltivata la leggenda della Notte delle Streghe e, in particolare, delle Janare, che nell’allegoria di Diana (per qualche altro studioso di Iside) pervadono quasi tutta la sponda del fiume Sabato, finanche popolarmente enfatizzate in Borgonero a cica un chilometro da Benevento.

          Lungo l’asse viario della ex S.S. 88 s’incontra pure la deviazione che porta a San Pietro Irpino, un tempo San Pietro in Delicato, e poco prima a Bagnara, terra controversa nella sua storia, sulle cui vicende v’è contrasto anche tra illustri storici, quali il Borgia ed il Meomartini. E’, comunque, un territorio in contestazione dall’anno mille al 1774, quando torna in possesso delle Monache di San Pietro da Fuori e dello Stato pontificio, da cui uscirà con l’Unità d’Italia. Anch’essa ha problemi idrogeologici e due grosse frane da tempo l’angustiano, mentre l’intero braccio è affidato in buona parte ad una Provincia e per l’ultimo tratto ad un’altra con evidenti problematiche manutentive. Peraltro, l’ultimo intervento migliorativo con asfalto bituminoso per la strada provinciale 13 (Ponte Bagnara-Bagnara) risale ad oltre mezzo secolo fa.

         La petizione, prendendo spunto da quanto accaduto negli ultimi giorni dello scorso gennaio, evidenzia, elencandole, le problematiche che caratterizzano oggi per circa sette chilometri (per i quali frequente è la denominazione Via dei Due Principati) la ex s.s. 88, attuale provinciale 12, nel tratto che riguarda Torre Pagliara di San Nicola Manfredi fino a Ponte Bagnara; frane e sconnessioni, continuano gli istanti, si rinvengono ancora nel tratto che collega Chianche-Ceppaloni Scalo con lo Stretto di Barba. A breve distanza architettonicamente rilevante vi è il Ponte dei Santi, posto, quasi per un disegno della natura, nelle vicinanze delle note miniere di zolfo sulla cui vicenda industriale, terminata poco dopo l’avvio degli anni novanta, occorre una attenta riflessione unitaria.

         I centotrenta firmatari, molti dei quali anche di Motta Valle e di Montorsi Valle di S. Angelo a Cupolo, nuclei urbani formalizzatisi dopo gli anni settanta, ricordano che un tempo, per vari decenni nel secolo scorso, prima degli anni ottanta, la lunga, storica Via dei Due Principati, così denominata anche fino a qualche chilometro prima del Capoluogo irpino, era l’unica strada che consentiva ai cittadini di Benevento, ai residenti nell’entroterra sannita di raggiungere il mar Tirreno e lo segnalano alle Autorità.

         E’ auspicabile che i Sindaci valutino con la loro nota sensibilità la richiesta e che  i Presidenti delle Amministrazioni Provinciali interessate assumano in merito ogni opportuna determinazione, non solo per tutelarne anche la denominazione storica, ma soprattutto per la sicurezza.

         E’, dunque, ascrivibile a merito delle due Associazioni Agorà e Camminando, camminando l’aver assunto questa iniziativa e soprattutto dei loro due Presidenti che hanno organizzato varie riunioni tra i loro iscritti per il suo esito.

         Si tratta indubbiamente di salvaguardare e rinvigorire un patrimonio culturale, che sintetizza efficacemente il passaggio dalle Signorie, al Giustizierato, poi ai Principati (quando un duca o un principe sostituiva il Signore) che appartiene alla storia della Campania interna, sicuramente protagonista per le sue vicende in quella ben più ampia della nostra Unità nazionale.

                                                                                                       Romolo Zarro

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