In questi mesi si sta completando la proposta del piano urbanistico per il comune di S. Angelo a Cupolo.
Nel merito abbiamo sentito il parere dell’avv. Romolo Zarro, già Sindaco del Comune ricostruito dopo il terremoto del 1962, che ci ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
Valorizzare l’area alta: Il Capoluogo, San Marco ai Monti e Montorsi –- Le colline santangiolesi ed altavillesi nel patrimonio UNESCO – La ex S.S. 88 nel rivisto PNRR – Forte appello all’unità comunale – Occorre un’intesa con il 61% degli elettori
Cosa pensa in ordine al PUC approvato dalla Giunta comunale il 30 giugno scorso?
Il Comune di Sant’Angelo a Cupolo ha ertamente bisogno di uno strumento urbanistico moderno, adeguato ai tempi attuali. E’ stato anche ben scelto il periodo dell’intervento urbanistico, perché lontano dalle competizioni politiche, come non è avvenuto con la proposta di PUC del 2016, che condizionò fortemente l’esito delle elezioni. Come l’altra volta, però, è mancato il coinvolgimento della popolazione nelle scelte che hanno preceduto la delibera di approvazione da parte della Giunta comunale e questo nuoce al consenso che vi è intorno ad esso.
Come lo giudica nel merito complessivamente?
Il PUC è un po’ condizionato dalle scelte del precedente analogo strumento urbanistico, poi non passato al vaglio del Consiglio comunale ed anche privo del consenso dell’intera vecchia Giunta, contrastato anche da buona parte della maggioranza dell’epoca ad iniziare dall’ex Vicesindaco. La nuova proposta, pur accompagnata da una particolareggiata relazione tecnica, non indica adeguate soluzioni per tutte le problematiche emerse negli ultimi decenni. Sono certamente ben delimitati i centri abitati, i nuclei urbani da recuperare, ma manca una proposta complessiva di sviluppo soprattutto per l’area situata al di sopra dei 500 metri sul livello del mare. Al di là di problemi nominali, ho già evidenziato interventi urgenti per le frane, come documentano le foto, in una lettera aperta inviata all’attuale Sindaco.
Individua aspetti critici?
Come nel PUC del 2016, lasciato poi in abbandono, anche in questo PUC sono assenti, purtroppo, le aree destinate all’edilizia economica e popolare, di cui il Comune è privo da oltre venticinque anni; vi sono poi alcune situazioni che stridono con diritti fondamentali individuali, che sarà opportuno sanare senza inasprire un contenzioso che vedrebbe il Comune soccombente anche con responsabilità dei singoli Amministratori. E’ priva di ogni innovazione l’ampia area del Belvedere, che è il punto d’eccellenza del turismo comunale. Nell’area più a valle il PUC non “vede” la ex S.S. 88, a volte ancora citata come statale, un’arteria molto antica, purtroppo provincializzata, che attraversa per oltre sei chilometri il territorio comunale e per la quale nessuno dei Comuni interessati, né la Provincia, ha sinora proposto di utilizzare – come sarebbe stato doveroso – il PNRR. Queste ed altre problematiche possono essere superate solo se il Consiglio comunale, competente ai sensi dell’art. 24 della legge regionale n° 16 del 2004 ad esaminare le oltre sessanta osservazioni pervenute, ricercherà l’UNITA’ con un equilibrio non facile tra i componenti del Consiglio comunale. Certo, occorrerebbe una Giunta più rappresentativa della comunità santangiolese, ma solo nella responsabile unità del Supremo Organo di Governo del Comune il PUC potrà avere vita lunga, come auguro. Il comune non merita un PUC rappresentativo solo del 39 % degli elettori; sarebbe quello con la “maggioranza” più bassa della sua storia.
Quale sviluppo immagina per S. Angelo a Cupolo?
Allo stato, pur essendo trascorso oltre mezzo secolo, i sei Piani di zona articolati nel disegno urbanistico del giugno 1974 ( S. Angelo Capoluogo, Pastene, Perrillo, Motta, Montorsi e Bagnara) oltre al Piano paesistico per San Marco ai Monti, con qualche integrazione, avrebbero meglio colto le esigenze di sviluppo del territorio; va sottolineato che essi ebbero anche il consenso di tutta la minoranza consiliare. Non fu semplice! Nell’ultimo mezzo secolo non vi è stato più uno strumento urbanistico unitario! Mi pare oggi indispensabile programmare una “supercollinare”, che congiunga S. Angelo all’Irpinia centrale e che avrebbe già potuto essere inserita nella programmazione regionale da una decina di anni, mentre è urgente proporre nel PNRR, rivisto, la ex S.S.88, riducendone la tortuosità, eliminando il vecchio catrame, sul modello di quella che congiunge Avellino con Salerno. Purtroppo nella redazione del PUC non sono stati sentiti i Comuni vicini, ma il territorio comunale deve essere valorizzato per i profili produttivi, ambientali e culturali. Tutta l’area collinare, dalla fascia Perrillo-S. Maria a Toro fino a quella Montefusco – Altavilla I., Tufo, meriterebbe il riconoscimento da parte dell’UNESCO dell’inclusione nella lista dei beni appartenenti al patrimonio mondiale dell’Umanità.








































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