I commenti letti in questi giorni sono emblematici di una vera e propria dipendenza dalla politi-ca: Clemente Mastella, Pasquale Viespoli, Mario Pepe (le cui carriere politiche paiono interminabi-li) non possono accettare l’idea che l’antipolitica li “licenzi”. Non riescono a credere che ciò che si ostinano a chiamare antipolitica sia, in realtà, una politica “altra”, non esercitata da professionisti ma vissuta da cittadini vigili e partecipi. Eccoli, allora, prospettare le formule più spericolate di al-leanza con un’unica finalità: proporre una gigantesca (e perversa) ammucchiata “contro”. E final-mente il velo cade: non ci sono distinzioni fra destra e sinistra. C’è solo il bisogno compulsivo di rimanere nei luoghi del potere, della gestione delle risorse pubbliche. Appare risibile il tentativo di chi, come Pasquale Viespoli, reclama un ritorno alla stagione dei Sindaci, non precisamente me-morabile, se pensiamo ai nomi di Bassolino o di Rutelli. E appare così stridente il richiamo alla lea-dership forte da parte di chi vinse, nel 1993, con un ampio consenso popolare (poi tradito) invo-cando la “partecipazione”. Insomma, tanto rumore per nulla? O queste discussioni, preludio di una lunga campagna elet-torale, possono illuminare una parte del campo piuttosto che l’altra? Quella di chi vive con-per-della politica, millantando competenze che in questi anni nessuno ha potuto verificare, e che ora ha paura; o quella di chi vuole dare un contributo “a tempo” alla cosa pubblica, ispirandosi alla trasparenza, e tornando, dopo questo “servizio civico”, alla propria vita di lavoro e cittadinanza at-tiva.Un’ultima notazione. Il MoVimento 5 Stelle è fatto di attivisti che condividono dei principi solidi e delle buone pratiche. Uno vale uno. Non ci sono “guide carismatiche” e uomini della Provviden-za. Quelli che si cercano vanamente in questi giorni. Chiunque parteciperà all’agone elettorale, come candidato consigliere e candidato sindaco, lo farà sapendo di essere un portavoce di tre cer-chi concentrici: gli attivisti del Meetup “Grilli Sanniti”, che ha operato in questi anni sul territorio, tutti gli elettori del M5S beneventani, tutti i cittadini beneventani. Il loro operato, durante la cam-pagna elettorale e dopo, nel governo della città, come auspichiamo, o di opposizione sempre vigi-le, sarà costantemente monitorato. Il M5S crede al vincolo di mandato. I professionisti della politi-ca, invece, chiederanno ai cittadini di essere liberi per un giorno e di votarli, rendendoli così asser-viti ai loro opachi interessi per i restanti cinque anni. E se, invece, “in co del ponte presso a Bene-vento” fosse giunto il tempo di “riveder le stelle”?Grilli Sanniti






































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