Il calcio, a volte, sa essere ironico. Nel giorno in cui il Benevento celebra la promozione in Serie B, arriva la prima sconfitta casalinga della stagione. A spezzare l’incantesimo del “Vigorito” è una Cavese concreta, organizzata e spietata quanto basta. Finisce 0-1, decide un lampo di Orlando dopo appena undici minuti. E tanto basta.
Non è una sconfitta che fa male alla classifica – quella è già blindata da settimane – ma è una di quelle che raccontano molto. Perché il Benevento visto contro gli Aquilotti è sembrato sazio, meno feroce, quasi appagato. Dall’altra parte, invece, c’era una squadra con un obiettivo ancora da conquistare: la salvezza. E in campo, si è visto.
La partita si accende subito. Occasioni, ritmi discreti, qualche errore figlio forse della tensione iniziale. Poi arriva il colpo che decide tutto: Orlando controlla al limite e lascia partire un destro violento, preciso, imprendibile. Un gesto tecnico che vale il prezzo del biglietto e che cambia l’inerzia della gara.
Da quel momento, la Cavese sceglie la via dell’ordine. Linee compatte, pochi rischi, grande attenzione. Il Benevento, invece, tiene il pallone ma non riesce mai davvero a trasformare il possesso in pericolo concreto. Ci prova, insiste, ma senza quella lucidità che ha spesso caratterizzato la sua stagione.
Se c’è un simbolo della serata, è senza dubbio Boffelli. Il portiere della Cavese si prende la scena con interventi puntuali, mai spettacolari ma sempre decisivi. Neutralizza le conclusioni di Della Morte, Salvemini, Tumminello. Trasmette sicurezza a tutto il reparto.
Il Benevento costruisce, ma spreca. E quando non spreca, trova un avversario pronto a dire di no. È una partita che scivola via così, tra tentativi e frustrazione crescente. Anche la panchina perde lucidità: l’espulsione di Floro Flores nella ripresa è il segnale di una tensione che, pur senza reali conseguenze, si fa sentire.
La chiave, forse, è tutta qui. La Cavese ha più fame. Lotta su ogni pallone, difende con disciplina, gestisce i momenti della gara con intelligenza. Il Benevento, al contrario, sembra avere già la testa altrove: alla festa, alla Serie B, al futuro.
E non è necessariamente un difetto. È umano. Ma il calcio, si sa, non perdona mai del tutto. Nemmeno quando hai già vinto.
Il triplice fischio sancisce un risultato che resterà nelle statistiche: prima sconfitta interna della stagione per il Benevento. Ma non cambia la sostanza. La squadra resta largamente in vetta, padrona del proprio destino e pronta a salutare una stagione comunque trionfale.
Per la Cavese, invece, questi tre punti pesano eccome. Sono ossigeno puro nella corsa salvezza, un segnale di vitalità e carattere nel momento più delicato.
Alla fine, mentre il Benevento alza la coppa davanti al suo pubblico, resta una sensazione doppia: festa e caduta, gioia e imperfezione. Forse, in fondo, è proprio questo a rendere il calcio così irresistibilmente vero.
Il Benevento ha schierato Vannucchi; Pierozzi (dal 29’s.t. Romano), Scognamillo (C), Saio, Ceresoli; Talia, Kouan (dal 29’s.t. Donatiello); Lamesta (dal 23’s.t. Carfora), Tumminello (dal 23’s.t. Manconi), Della Morte; Salvemini (dal 23’s.t. Mignani). A disposizione: Esposito, Russo; Borghini, Celia, Sena; Del Gaudio, Maita; Giugliano. All.: Antonio Floro Flores.







































































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