BOCCALONE: “NEUROPSICHIATRIA INFANTILE, ATTESA INFINITA”

Genitori di bambini, affetti da patologie di neuropsichiatria infantile, costretti a depositare una petizione per rivendicare il diritto alla salute. L’esasperazione generata da inadeguate risposte da parte dell’ASL di Benevento ha provocato questa reazione che testimonia la drammatica situazione dovuta, in particolare, alla carenza di medici specialisti prescrittori sul territorio. Tanto si registra nei Distretti di Montesarchio e Morcone. La mancanza di specialisti di neuropsichiatria infantile prescrittori obbliga molte famiglie a rivolgersi a medici di altri distretti per supplire alle carenze strutturali. Sostituzioni che avverrebbero, tra l’altro, sporadicamente.

E’ questa la denuncia del Tribunale per i diritti del malato attraverso le dichiarazioni dell’Avv.Nicola Boccalone

Un’insufficienza, questa, che riverbera effetti considerevoli in termini di disagi dei piccoli pazienti e dilata i tempi di attesa per la prescrizione della terapia e per l’erogazione di prestazioni appropriate e nel giusto tempo. Nello specifico, la problematica che si è creata nella provincia di Benevento, legata ai tempi di attesa (circa4/6mesi) delle visite di neuropsichiatria infantile è dovuta al fatto che su sette distretti e un ospedale ci sono solo quattro specialisti che ovviamente non soddisfano le istanze.

Una vicenda spiacevole, questa, che ci restituisce una chiara e rapida lettura dello stato di “salute” della sanità pubblica sannita che, inevitabilmente, investe perfino la disabilità dell’età evolutiva, patologia che necessita di una riabilitazione continuativa e costante per prevenire complicanze invalidanti che toccano profili sociali, sanitari ed economici di notevoli proporzioni. Tutto questo si aggiunge ad una situazione di contesto che registra per il nostro territorio un’assegnazione economica alle strutture sanitarie pubbliche e private insufficiente a far fronte alla domanda di salute, con la conseguenza di accrescere lunghe liste di attesa prima di poter avviare percorsi terapeutici.

Ulteriore difficoltà è legata al fatto che il paziente non può fare visita specialistica presso altri distretti se non quello di appartenenza. Solo una volta ottenuto il piano terapeutico dal neuropsichiatra il paziente potrà recarsi presso i centri accreditati per la presa in carico e attendere anche lì ulteriori 3/6mesi a causa dei budget limitati su territorio beneventano. Urge incrementare gli specialisti neuropsichiatri, garantendo la presenza di almeno uno per distretto.

Questo è il punto di arrivo di oltre un lustro di gestione pubblica che alimenta non poche perplessità sul futuro scenario dell’offerta sanitaria di territorio, da strutturare con i presidi previsti dal decreto ministeriale n. 77/2022.

Non è difficile rilevare, con amarezza, che gli obiettivi di raggiungere adeguati Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rimangono improbabili e non certo immediati – conclude l’avv. Nicola Boccalone Rappresentante dell’Assemblea di territorio

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