Il Parlamento europeo nei giorni scorsi, con 581 voti favorevoli, 21 contrari e 42 astensioni, ha approvato a larghissima maggioranza la nuova direttiva anticorruzione che istituisce per la prima volta un quadro giuridico penale armonizzato per prevenire e combattere il fenomeno in tutta l’Unione, criminalizzando di fatto anche l’abuso di ufficio che il Governo italiano aveva abolito due anni fa con il disegno di legge Nordio. Ciò non significa, però, che Roma dovrà automaticamente reintrodurre il reato.
L’Italia dovrà allinearsi al diritto dell’Unione Europea, ma trattandosi di una direttiva e non di un regolamento, si avrà libertà sulle modalità di recepimento.
La direttiva stabilisce definizioni comuni dei reati di corruzione, appropriazione indebita, ostruzione alla giustizia, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni, arricchimento illecito connesso alla corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato.
Il testo armonizza anche le sanzioni, con pene massime previste dalla legge a livello europeo. La direttiva deve ora essere formalmente adottata dal Consiglio dell’Unione Europea prima di entrare in vigore, dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. Gli Stati avranno quindi due anni per recepirla, ma spesso i tempi non vengono perentoriamente rispettati.
Nel merito, l’articolo 7 della Direttiva sull’esercizio illecito di funzioni pubbliche stabilisce che “gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, se intenzionali, costituiscano reato almeno determinate violazioni gravi della legge derivanti dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni”. Inoltre, viene detto che “gli Stati membri possono limitare l’applicazione del presente articolo a determinate categorie di funzionari pubblici”. Infine, l’articolo 6, comma b, sul traffico di influenze, recita che gli Stati adottano le misure necessarie affinché costituisca reato “il fatto che una persona solleciti o riceva, direttamente o tramite un intermediario, un indebito vantaggio di qualsiasi natura o accetti l’offerta o la promessa di un siffatto vantaggio da parte di una qualsiasi persona al fine di esercitare un’influenza impropria su un’azione o un’omissione di un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni, in vista di ottenere un indebito vantaggio da un funzionario pubblico”.
Ma la formulazione dei testi lascia sufficiente discrezionalità agli Stati nell’individuare le più gravi violazioni, anche se i due articoli introducono nuovi elementi.
Insomma, il via libera a stragrande maggioranza del Parlamento europeo della direttiva Ue anticorruzione costituisce un passaggio fondamentale per l’Europa intera e i Paesi membri. In una materia tanto essenziale per la tutela dello stato di diritto e per lo sviluppo economico, fissa finalmente standard comuni e soprattutto scongiura il rischio, tutt’altro che teorico, di passi indietro da parte di singoli paesi membri.
Questa direttiva può divenire uno strumento per attrarre investimenti internazionali da parte dei grandi gruppi che giustamente richiedono di muoversi in ambienti economici trasparenti e liberi da condizionamenti impropri.
Il recepimento della direttiva potrà essere l’occasione per colmare almeno alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l’abrogazione del reato di abuso di ufficio, così da rafforzare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni pubbliche e migliorare la qualità della nostra democrazia.
* già Segretario generale della Uil di Benevento,
nonché Comandante del Corpo di P.M. Benevento







































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