La vicenda della donna di Castelvenere salvata qualche giorno fa dall’arresto cardiaco grazie alle manovre rianimatorie del 118, rappresenta l’ennesimo episodio di buona sanità di questo indispensabile servizio di emergenza. In questi anni, i medici del 118 con la preziosa collaborazione degli infermieri e degli autisti soccorritori, hanno fatto aumentare notevolmente le chances di sopravvivenza dei pazienti sia in occasione di arresto cardiaco sia in ogni altra patologia tempo-dipendente dove si rende indispensabile intervenire nell’arco di pochi minuti per mantenere l’efficienza dei parametri vitali. E’ bene partire da episodi di buona sanità per evidenziare che un’equipe del 118 funziona bene se è costituita dal medico, dall’infermiere e dall’autista soccorritore, figure interdipendenti che in condizioni di particolare gravità per la vita del paziente agiscono con competenza e automatismi ben oleati da anni di esperienza. Occorre denunciare purtroppo che l’efficienza del sistema 118 è oggi minata dal Piano Regionale Ospedaliero della Regione Campania in cui si prevede di ridurre il numero dei medici sulle ambulanze per affidare la gestione dell’emergenza ai soli autisti e infermieri. Soltanto il sindaco di Castelvenere, che come medico appare ben aggiornato sui provvedimenti di rimodulazione sanitaria, ha denunciato la gravità di un’assistenza sanitaria che prevede il taglio del numero di ambulanze “medicalizzate”. Fatta eccezione per gli addetti ai lavori, ancora non è stato recepito con sufficienza da buona parte della politica, dai sindaci e dai cittadini che l’applicazione di un simile provvedimento mette a rischio la tutela della salute in emergenza. L’associazione che rappresento è già intervenuta per denunciare ad ogni livello politico e istituzionale la pericolosità di una rimodulazione del 118 dove il numero dei medici a bordo delle ambulanze. La presenza medica, particolarmente nella gestione dell’emergenza-urgenza, non può essere sostituita dall’infermiere che ha ruoli e competenze differenti rispetto al medico. E’ bene sottolineare che in una condizione di emergenza sanitaria in codice rosso, cioè di imminente pericolo di vita per il paziente, non si può prevedere che l’infermiere comunichi telefonicamente alla centrale operativa i sintomi al medico di turno il quale, a sua volta, dovrebbe suggerire eventuali delicatissime terapie senza poter visitare il paziente. Con il taglio del 40% di ambulanze medicalizzate che si prevede di realizzare a breve nella nostra ASL di Benevento si crea un ulteriore danno alla popolazione sannita già sufficientemente penalizzata da situazioni di ritardo e di svantaggio dal punto di vista dell’evoluzione demografica, della struttura sociale ed economica. L’auspicio è quello di far tesoro di episodi di buona sanità, senza attendere l’eventuale perdita di vite umane, per rendersi conto che un sistema che funziona va tutelato invece di smantellarlo. Da qui l’appello a mantenere e potenziare un’assistenza territoriale del 118 che fino ad oggi, senza enfasi e in silenzio ha operato con riconosciuta professionalità ed efficacia.
Il Presidente
Dott. Vito Cassa







































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