L’allenatore del Benevento, dopo l’allenamento odierno e prima di diramare l’elenco dei convocati, ha preso parte alla consueta conferenza stampa alla vigilia della trentatreesima giornata del campionato di Serie C 2025-26 contro il Monopoli.
Antonio Floro Flores ha presentato così il match esterno tra giallorossi e biancoverdi, analizzando anche la condizione di alcuni singoli e delle tattiche della squadra in generale in vista del quattordicesimo turno del girone di ritorno.
Di seguito, quindi, le parole del tecnico della Strega in merito all’incontro valido per la trentatreesima giornata del girone C di Serie C, in programma al Veneziani domani, lunedì 23 marzo, con fischio d’inizio alle ore 20:30:
SULLA CONDIZIONE PSICOLOGICA DELLA SQUADRA: “Stiamo bene, stiamo vivendo questo periodo serenamente perché manca ancora tanto. Il traguardo si vede, ma bisogna raggiungerlo. Quando dico che è ancora lunga lo penso veramente, non lo dico per sfizio“.
SULLA TRASFERTA CONTRO IL MONOPOLI E SULLE SCELTE DI FORMAZIONE: “Non cambio la formazione in base al campo. Sembrerebbe tutto ok, non abbiamo informazioni sul campo. Ci ho pensato tutta la settimana perché si dice sempre che il campo non è buono, ma non è la cosa grave: la cosa grave è che stiamo ancora a questo nel 2026. Sappiamo che è una partita importante, il campo conta poco: conta la voglia che c’è e quello che abbiamo in testa“.
SUI CALCIATORI PIU’ IMPIEGATI IN STAGIONE: “Andate a dire voi a Maita e Scognamillo che non devono giocare, io non glielo dico (ride, ndr). C’è gente esperta che vuole sempre giocare, c’è Caldirola che scalpita… Hanno avuto una settimana per recuperare e allenarsi, si sono allenati bene. Se avessero accusato qualche fastidio lo saprei. Non ho visto tutta questa stanchezza. Dobbiamo affrontare le partite mentalmente, oggi le affrontiamo così. Fisicamente stanno tutti bene, non ho visto quasi nessuno sottotono“.
SUL MONOPOLI: “Il Foggia per noi è stato un avversario molto complicato, non direi che domani sarà più difficile perché sono tutte difficili. La società Monopoli lavora bene, quando dà via giocatori come Tirelli sa come sostituirli con calciatori all’altezza. C’è Battocchio, ci ho giocato insieme a Udine ed è straordinario. L’allenatore è intelligente, furbo, bravo… Ci aspetta una partita bella impegnativa, ma non ricordo partite facile da quando sono qui. Qualcuna l’abbiamo resa facile noi. Non conosco in questa categoria una squadra che si può sottovalutare, saremmo stupidi a pensare una cosa del genere“.
SULLA TENSIONE DEL TRAGUARDO VICINO E SUL BRACCINO: “Tutta la settimana avete sottolineato che contro il Foggia non è stata una partita importante e all’altezza di quelle che abbiamo fatto, vi abbiamo abituato bene. Dopo una settimana impegnativa con tre partite vado a pensare all’aspetto mentale, non fisico. Fa parte del leggere le partite e del conoscere i giocatori. Conosco i miei giocatori, so come vanno e quanto vanno e so che contro il Foggia, squadra di valori individuali importanti, hanno fatto più fatica“.
SUI DUBBI DI FORMAZIONE IN VISTA DI DOMANI: “I dubbi li ho ogni domenica. Questa squadra ogni giorno con ogni giocatore mi mette in difficoltà. Credo che veramente ogni giorno sono in difficoltà nel fare la formazione. Ovviamente giocano in 11 e altri 5 entrano per dare supporto, e in questi mesi chi è entrato ha sempre fatto una grande figura. Domani decideremo con lo staff quali possono essere le soluzioni migliori“.
SUI 50 PUNTI NEL “SUO” GIRONE: “Se qualcuno me lo avesse detto quando sono arrivato avrei detto ‘Mi stai prendendo per i fondelli?’. Uno ha sempre la voglia e la speranza di trasmettere qualcosa di positivo ai giocatori, vuole sempre vincere, ma che potesse capitare una cosa del genere dopo 19 partite… La strada è ancora lunga, è in salita, posso sbagliare tante cose perché sono un allenatore giovane e mi manca l’esperienza da tecnico“.
SU DELLA MORTE: “A me di quelli che giocano davanti non mi importa chi segna, ma il lavoro che fanno. Mi hanno sempre messo tutti in grande difficoltà gli attaccanti, tre sono in doppia cifra. Ma non vorrei che nessuno si senta al di sotto delle proprie capacità e qualità. Della Morte ha fatto fatica all’inizio ma oggi si sta meritando quello che sta avendo, io non regalo nulla a nessuno“.
SU MIGNANI: “Per me ha i mezzi di ambire a qualcosa di molto importante in futuro. Non ha avuto il settore giovanile alle spalle, pensate se lo avesse avuto… E’ una cosa importante. Siamo fortunati qui, abbiamo un settore giovanile importante. Mignani da quando sono arrivato è quello che è cresciuto più di tutti e ha ancora ampi margini di crescita. E davanti ha giocatori fortissimi, immaginate che fortuna nella crescita. Quando finisce l’allenamento è uno di quelli che chiede di fare sempre allenamento individuale. Ciò che capita la domenica non capita per caso, lui fa le stesse cose in allenamento e vuol dire che è una dote. Sente la porta come pochi al mondo, è sempre sorridente e sta sempre sul pezzo perché ha fame e voglia. Mi piace far crescere i giocatori, io e lo staff lavoriamo su questo: lui è uno di quelli che ha ampi margini di crescita“.
SUL TENERE IL GRUPPO ATTENTO NONOSTANTE I 12 PUNTI DI VANTAGGIO: “Anche per me è una cosa nuova, ma non abbiamo cambiato nulla di quanto fatto fino ad oggi. Cambiano gli allenamenti, ma l’atteggiamento è uguale. Sognare fa parte della vita e tutti stiamo sognando, ma finché l’obiettivo non è centrato non possiamo dire che è nostro. E’ lì, lo vediamo, ma è lunga. Sono ragazzi, a volte mi piace essere spensierato come loro e divertirsi insieme. La fortuna nostra oggi è avere il piacere di stare insieme, non avverto pesantezza e finché non la avvertirò darò l’anima per questo club e stessa cosa loro“.
SUL BILANCIO DEL “SUO” GIRONE IN GIALLOROSSO E SUL SEGRETO DELLA CAVALCATA: “Me lo sono chiesto e penso di avere anche la risposta. L’onestà nei loro confronti: non ho mai nascosto nulla e sono sempre stato sincero. Loro sono giocatori, non sono stupidi. Dato che so che cosa vuol dire non giocare e non allenarsi bene sono sempre stato onesto con loro. Poi ovviamente ho portato le mie idee, ma ho sempre detto loro che se uno vuole portare qualcosa di diverso deve essere diverso dagli altri. Nelle difficoltà si sono uniti, col Picerno abbiamo sbagliato un rigore al 90′ ma non si sono disuniti: questo è un grande gruppo. Oggi posso solo ringraziarli per il sogno che mi stanno facendo vivere. Ho beccato pochi allenatori onesti in carriera e li sento ancora, perché l’onestà è la cosa più bella in questo mondo“.
SULLA DENSITA’ DEL MONOPOLI A CENTROCAMPO: “Il 3-5-2 si adatta al nostro modulo perfettamente, dovremmo fare una questione tattica. E’ a specchio, i quattro difensori vanno sugli attaccanti e sugli esterni e i mediani sui loro mediani; il trequartista sul play e i tre attaccanti sui tre difensori. Non faccio il modulo sulla formazione avversaria. Oggi stravolgere qualcosa potrebbe significare levare certezze ai miei giocatori e non mi va. Oggi la squadra ha trovato un suo assetto ed è una certezza. L’anno prossimo? Vedremo, faremo in modo di trovare soluzioni diversi perché non mi piace essere molto rigido e integralista. Amo cambiare e dare alternative anche ai miei giocatori, devono essere pronti per farlo. Il modulo è solo un numero ormai, loro sanno quello che devono fare in campo perché gli diamo degli input ogni giorno. Mancano ancora sei partite, tutto è possibile: magari accadrà proprio domani…“.
SULLA CAPACITA’ DI LEGGERE LA GARA DURANTE LA PARTITA: “Non mi attribuisco doti né meriti, non sta a me farlo perché quando le cose andranno meno bene sarò anche insultato. Non mi sono mai dato dei meriti, penso che te li devi guadagnare e finché non avrò fatto qualcosa di importante non merito niente, finché non avrò portato questo club dove merita non avrò fatto niente. Questo è il mio unico pensiero, non mi fa dormire la notte“.







































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