La caratteristica principale che emerge dai dati (elaborati dall’Agenzia regionale per il Lavoro e l’Istruzione) illustrati oggi dall’assessore al Lavoro Severino Nappi e’ quella che riguarda la diffusione dell’incentivo tra le piccole e medie imprese piuttosto che la concentrazione in poche e grandi aziende. ”Significa che abbiamo cominciato a parlare al tessuto produttivo vero della regione – ha spiegato Nappi – Pochissime assunzione da parte di tanti vuol dire che gli imprenditori stanno investendo davvero le proprie risorse”. I 2.695 contratti a tempo indeterminato sono distribuiti su 114 aziende di cui il 48,9% a Napoli, il 24,6% a Salerno, il 14,7 a Caserta, il 6,3% ad Avellino e il 5,4% a Benevento.
Obiettivo fondamentale del piano e’ quello di superare una politica assistenzialista e puntare, invece, ad incentivi pubblici che siano strettamente legati agli obiettivi e ai risultati delle imprese. Operativi dal 1 marzo scorso, i bandi regionali hanno registrato l’adesione soprattutto di imprese del terziario, arrivando al 32% . Il settore manifatturiero ha raggiunto il 13,2%, quello dei servizi il 10,4%, il settore costruzioni l’8,4%. Gli 80 milioni di euro complessivamente disponibili sono stati distribuiti sui cinque bandi : ‘Piu’ sviluppo piu’ lavoro’ per i disoccupati di lunga durata; ‘Piu’ apprendi piu’ lavori’ per l’apprendistato professionalizzante; ‘Cig piu” per le aziende con dipendenti cassintegrati, ‘Minimi termini’ per la trasformazione dei contratti atipici, e ‘Primimpresa Oss’, per le nuove aziende. L’assessore Nappi ha sottolineato che i fondi ”sono gia’ disponibili e saranno erigati agli imprenditori nei tempi tecnici. ‘Campania al lavoro’ e’ un programma amministrativo, non una legge, che possiamo dunque modulare secondo le esigenze che si presenteranno”.
ASCA




































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