Centro. Mastella: “Puo’ valere 10% e vedrei Carfagna leader”

Quanto potrebbe valere alle urne un nuovo ‘rassemblement’ centrista? “In Italia il 18% degli elettori voterebbe il centro, ma sul piano reale siamo al 10%”: e’ la previsione di Clemente Mastella, tornato in scena appunto con un movimento chiamato Noi Di Centro. E dai microfoni di Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il sindaco di Benevento passa in rassegna i possibili componenti di questo ‘dream team’ centrista. Di Maio, per esempio. “E’ nato a Pomigliano e la Dc in Campania e’ sempre stata importante. Ha respirato l’aria giusta, spero sia sulla buona strada”, detto questo l’ex Guardasigilli annota che “Di Maio arriva da ipoteche travagliate, come l’impeachment a Mattarella…” quindi se Mastella esclude per il ministro degli Esteri un ruolo da ‘frontman’, lo accredita di una buona fetta di quel potenziale 10%: “Certo, se ci sta perche’ no? Elettoralmente puo’ valere il 5%”.

Discorso diverso per Carlo Calenda: “E’ dura, lui si fa da parte da solo”, e anche Beppe Sala “e’ un mio collega, ma leader…”, mentre Matteo Renzi “e’ lui che in questo momento non ritiene ci siano le condizioni per fare il leader o il federatore”. Il nome giusto? A chi gli parla di Mara Carfagna, Mastella dice che “lei mi piace molto, potrebbe essere lei la leader, se volesse”.

Un messaggio a parte e’ indirizzato ad Alessandro Di Battista, che usci’ da M5s accusando il Movimento di essere incamminato a diventare “il nuovo Udeur”, cioe’ il vecchio partito di Mastella. “Di Battista? Ma chi, il finto rivoluzionario con gli stivali? Mica e’ Che Guevara. Va in giro per il mondo a divertirsi, beato lui, ma vorrei capire chi glieli da’ i soldi. Ora se ne parte per la Russia, boh…”. (AGI)

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