“Atteso il contenuto di alcune dichiarazioni, per così dire, “a schiovere”, nonostante la calura estiva di questi gioorni, ritengo utile e necessario allcune precisazioni facilmente verificabili:a) dopo l’ annus horribilis 2006, 3 milioni di euro disavanzo con perdita del capitale sociale e tfr dei lavoratori, il nuovo management aziendale non solo ha evitato il fallimento ma negli 4 anni di esercizio ha chiuso sempre in attivo con una media superiore ai 300.000 euro, somme utilizzate per investimenti per non creare ulteriori costi di esercizio ai contribuenti. Quest’anno per esempio saranno utilizzate per la riparazione o sostituzione dei mezzi danneggiati o distrutti nei recente drammatico evento alluvionale per il quale non è giunta alcuna risorsa all’Azienda. Quanto dichiarato al costo di pochi euro può essere verificato presso la Camera di Commercio di Benevento ove essi bilanci sono depositati.
b) per quanto riguarda la Sede è stata la priorità dell’Azienda sin dal 2007 quando fu ritirata la licenza edilizia per il progetto a cda Margiacca ma la Regione non ha mai provveduto alla copertura finanziaria per cui, dopo tre bandi conoscitivi, di cui 2 deserti, è stata individuata la nuova location in zona ASI e a fine mese in assemblea sarà verificato il progetto dal Socio Unico per l’approvazione. Tempi previsti per la “liberazione di Ponticelli” dicembre 2016.
c) l’ASIA non è stata mai datore di lavoro per le maestranze degli ex Consorzi di bacino, come ha riconosciuto più volte la magistratura del lavoro di Benevento, l’ultimo ricorso proprio la settimana scorsa è stato dichiarato inammissibile, e parimenti non lo è stato per i lavoratori ASU ex Russo e altri afferenti al progetto Welfare to work, sempre a parere della stessa magistratura, essendo l’ASIA solo azienda somministrata. Il futuro dei lavoratori di entrambe le categorie è esclusivamente nelle mani del Consiglio Regionale che ha immaginato per i primi, dopo un corso di formazione, 200 ore teorico e 200 ore pratico, una futura allocazione nell’ATO di cui non è detto che possa far parte l’ASIA, e per gli altri una stabilizzazione nel progetto RICOLLOCAMI e Over 50. L’una cosa non esclude l’altra perchè l’ASIA ha tanto bisogno di operatori ecologici patente B, quanto di autisti patente C e CQC per i servizi del porta a porta, qualifica quest’ultima pare in possesso di pochissimi lavoratori degli ex Consorzi di bacino.
d) dire che la TARI è un costo da addebitare solo all’ASIA è disinformazione allo stato puro in quanto il nostro personale in organico è sottostimato : la vera incidenza è merito della mancata chiusura del ciclo integrato dei rifiuti in quanto i costi di conferimento alle varie piattaforme squilibrano la bilancia tra ricavi e spese in quanto la Regione ha dato dignità al territorio Sannita solo per discariche utilizzate da altre Provincia e non per gli impianti allocati altrove con arricchimento di quelle realtà e impoverimento della nostra.
e) il grading ambientale della Città per pulizia e percentuale di raccolta è all’attenzione nazionale per i risultati: le sacche di resistenza degli inzivados che non sfruttano le possibilità che l’Azienda ha dato loro per essere dei cittadini virtuosi è frutto di una inesistente tutela e sorveglianza del territorio da parte degli organi competenti strozzati come sono dalle carenze di organico e di risorse economiche.
E visto quello che sta succedendo nelle altre realtà metropolitane, Roma su tutte, siamo fieri di aver sì dato prova di una bona gestione ma soprattutto di aver evitato sempre e comunque la rotta di collisione con personaggi equivoci. Tutto il resto..è noia.”






































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